7.0
- Band: EDENBRIDGE
- Durata: 00:55:28
- Disponibile dal: 25/10/2019
- Etichetta:
- Steamhammer Records
- Distributore: Audioglobe
Edenbridge è da sempre sinonimo di qualità ed eleganza. L’act austriaco, che ha iniziato la propria carriera nel 1998 – pubblicando poco dopo il disco di debutto “Sunrise In Eden” – cavalcando le sonorità power metal del momento è riuscito pian piano a plasmare il proprio sound fino a trovare un ottimo equilibrio tra symphonic metal e progressive rock/metal.
Il leader, mastermind e polistrumentista Lanvall si è sempre contraddistinto per la capacità di creare brani sofisticati dove sono presenti arrangiamenti sì complessi e ricercati, ma insieme capaci di conquistare grazie a melodie intense e angeliche, con cui la voce magica della singer Sabine Edelsbacher ha sempre potuto danzare a proprio piacimento. Con questo nuovo “Dynamind” gli Edenbridge festeggiano la pubblicazione del loro decimo disco in studio, un lavoro che parte come un motore a diesel: fatica infatti a carburare all’inizio visto che sia l’opener “The Memory Hunter” che la successiva “Live And Let Go” risultano brani fin troppo scontati e poco incisivi, ma si scalda e comincia pian piano ad alzare i propri giri piazzando, subito dopo, alcuni pezzi forti come l’intrigante “On The Other Side” che ammalia con atmosfere folkeggianti ed un coretto tutto da canticchiare, la rocciosa “The Edge Of Your World” che presenta una forte componente orchestrale ad accompagnare i riff di chitarra e infine la ballatona dalle atmosfere barocche “Tauerngold”. La megasuite di oltre dodici minuti “The Last Of His Kind“ si sviluppa mostrando repentini cambi di tempo e di melodie riuscendo, ascolto dopo ascolto, a convincere con un ottimo mix di sonorità progessive che si uniscono vorticosamente ad orchestrazioni pompose e cori maestosi.
La proposta degli Edenbridge è ancora una volta intensa e complessa nella struttura e negli arrangiamenti ma colpisce decisa con melodie anthemiche e celestiali. “Dynamind” non è certo il disco più riuscito nella lunga discografia della band austriaca ma è un lavoro che conferma, nonostante tutto, la classe di Sabine e soci.
