6.5
- Band: EDENBRIDGE
- Durata: 00:52:40
- Disponibile dal: 28/04/2008
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
Sesto full length per la symphonic metal band austriaca degli Edenbridge, la cui proposta non si discosta di molto dalle altre band del genere; un vero peccato perché questo combo è in possesso di notevoli capacità che vengono puntalmente disattese ad ogni release. Sia chiaro, questo ‘My Earth Dream’ risulta essere un lavoro più che sufficiente, ma è lecito aspettarsi molto di più dalla band: infatti in questa release si notano alcuni esperimenti intrapresi al fine di variare un genere senza ombra di dubbio altamente inflazionato, ma l’esperimento risulta essere riuscito a metà. Non c’è che dire, bravissima la singer Sabine Edelsbacher, ottimi i musicisti che l’accompagnano, ma le incongruenze all’interno dell’album vengono a galla: infatti nel tentativo di rinnovare la proposta, gli Edenbridge cadono nella tentazione di proporre arrangiamenti sinfonici alquanto pesanti che concorrono nel rovinare quelle parti strumentali che ben si sposano con la ventata di freschezza che la band ha tentato di inserire nella proposta. Troppo spesso poi la potenza dei riff e della batteria vengono smorzate dall’uso a volte esagerato delle tastiere: quasi due anime che se prese singolarmente risultano piacevoli, ma che se unite non riescono a coniugarsi nel migliore dei modi risultando fuori luogo; a conferma di tutto questo, quasi una summa dell’album, troviamo la title track che conclude l’album: dodici minuti che potevano essere il fiore all’occhiello della release, ma che invece confermano la disomogeneità di cui sopra. Un vero peccato perché dal combo austriaco ci si poteva aspettare un lavoro diverso, più maturo; certo, i patiti del genere non potranno esimersi dall’ascoltarlo, ed in effetti se ci si limita ad un ascolto superficiale la valutazione non può che essere più che positiva, ma al sesto lavoro da studio è doveroso chiedere qualcosa in più, quel salto che può far fare la differenza. In sostanza una release piacevole, ma che non regala nulla di nuovo al genere.
