EDENBRIDGE – Shangri-la

Pubblicato il 16/09/2022 da
voto
7.0
  • Band: EDENBRIDGE
  • Durata: 00:57:55
  • Disponibile dal: 16/09/2022
  • Etichetta:
  • AFM Records

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L’idea di immaginare l’esistenza di una sorta di Paradiso Terrestre è stata quasi una costante, o quanto meno un tema ricorrente, nella discografia degli Edenbridge, sin dall’album di esordio, “Sunrise In Eden”. Non fa eccezione neanche questo nuovo full-length, intitolato “Shangri-la”, con riferimento all’ideale luogo, racchiuso da qualche parte nell’Himalaya, descritto da James Hilton, nel suo celebre romanzo “Orizzonte Perduto” e poi rimasto nell’immaginario collettivo. A livello musicale, ritroviamo nell’album tutte le caratteristiche della migliore produzione discografica della band, con una solida base metal, incisive chitarre ritmiche, belle lead guitar e assoli (a cura sia di Lanvall che di Dominik Sebastian), una giusta dose di cori e orchestrazioni, oltre alla caratteristica voce di Sabine Edelsbacher; anche se, a dire il vero, a proposito di quest’ultima, la nostra impressione è che, in generale, stranamente tenda a cantare su tonalità più basse rispetto al solito.
Tutti questi elementi sono inseriti in brani tutto sommato abbastanza vari: alcuni, come “The Call Of Eden” e “Somewhere Else But Here”, ma potremmo aggiungere anche “The Road To Shangri-la”, sono diretti e dotati di ritornelli catchy; un po’ più dure e aggressive sono invece “Hall Of Shame” e “Freedom Is A Roof Made Of Stars”; più melodiche, per contro, “Arcadia (The Great Escape)” e “Savage Land”: quest’ultima, peraltro, è una canzone particolare, con un finale caratterizzato da un assolo di flauto alla Jethro Tull, dove però non ci ha proprio convinti l’interpretazione della Edelsbacher. Piuttosto lunghe e molto articolate sono invece l’opener “At First Light”, una traccia davvero ben riuscita, con belle orchestrazioni e un finale dal sapore pinkfloydiano e la conclusiva “The Bonding (Part 2)”. Per quest’ultima, il riferimento è ovviamente alla “The Bonding”, a suo tempo pubblicata nell’album omonimo del 2013. Anche in quell’occasione, duettava con la cantante austriaca Erik Martensson (Eclipse, W.E.T., Nordic Union): stavolta il suo apporto è stato però, a nostro avviso, ancora più significativo, tanto che il finale del brano, con l’incontro delle due voci e i cori, è quasi da brividi.
In generale, “Shangri-la” non è magari un disco molto diretto, anzi, neppure si ravvisa la presenza di brani di grande impatto: al contrario, la tracklist brilla maggiormente per tracce più articolate e introspettive. D’altronde, dopo oltre vent’anni di carriera, Lanvall può contare su una solida schiera di fan e si può permettere di realizzare musica leggermente più sofisticata, pur rimanendo nei canoni stilistici degli Edenbridge, senza dover cercare per forza di realizzare delle hit. A ciò si aggiunge una produzione eccellente, in grado di esaltare il lavoro chitarristico e il grande feeling che i due musicisti riescono a trasmettere, con la garanzia ulteriore del lavoro di mixaggio e mastering a cura di Karl Groom. Riteniamo che chi segue gli Edenbridge, dunque, non dovrebbe rimanere deluso da questo nuovo lavoro.

TRACKLIST

  1. At First Light
  2. The Call Of Eden
  3. Hall Of Shame
  4. Savage Land
  5. Somewhere Else But Here
  6. Freedom Is A Roof Made Of Stars
  7. Arcadia (The Great Escape)
  8. The Road To Shangri-la
  9. The Bonding (Part 2) (The Bonding Overture; Alpha And Omega; The Eleventh Hour, Round And Round; The Timeless Now - Finale)
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