EDEN’S CURSE – Cardinal

Pubblicato il 14/11/2016 da
voto
6.0
  • Band: EDEN'S CURSE
  • Durata: 01:02:19
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Siamo rimasti abbastanza combattuti nello scrivere la recensione a questo nuovo lavoro, il quinto, degli Eden’s Curse. Band minore orbitante nel girone melodic power dal 2007 e caratterizzata da una formazione del tutto multinazionale e sempre in continuo cambiamento; si sono sempre distinti non tanto per lavori clamorosi o per la loro originalità, quanto per una marcata fruibilità e una qualità – strumentale o intrinseca dei brani – mediamente buona. Senza alcuna infamia e con qualche lode, potremmo dire storpiando il noto detto, ma decisamente non ci viene di definire gli Eden’s Curse come una band di quelle da annoverarsi tra le proprie preferenze generali di qualcuno… più che altro il concetto dietro la musica della band sembra essere sempre stato quello di qualcosa di piacevole da ascoltare saltuariamente. A questa regola non fa eccezione neppure il qui presente “Cardinal”, disco che di innovazioni nel sound oramai definito della band non sembra apportarne proprio, e anzi rinuncia anche a quelle tutto sommato gradevoli influenze AOR che avevano variato un po’ il precedente “Symphony Of Sin”. Scomparso dunque anche quell’input più radiofonico, il sound del gruppo si è impoverito e compattato, col risultato di uscirne un pelo più coerente e uniforme ma – spiace ammetterlo – anche con meno sussulti. La qualità, lo dicevamo prima, rimane comunque buona: canzoni come “Saints And Sinners” o “Utopian Dream”, con il loro stile così improntato agli Stratovarius, non possono che entrare facilmente nella corde di chi adora un certo tipo di power metal; mentre la vicinanza di altri brani (“Jericho”,”Find My Way”) a quanto composto dal maestro Sammet sugli ultimi dischi Avantasia è sicuramente indice di un lavoro compositivo quanto meno degno di nota. Però è anche vero che stavolta anche i brani anonimi sono presenti in quasi egual quantità di quelli che ci dicono qualcosa… “This Is Our Moment” ad esempio non ci trasmette le emozioni che dovrebbe, mentre “Kingdom Of Solitude”, per quanto inizi bene grazie a input più freschi presi da un hard rock diremmo alla Mr Big, non riesce proprio ad entrarci in testa, facendosi ricordare solo per un fastidioso ‘vorrei fare qualcosa di diverso, ma non ci sono riuscito’ e per un ritornello melodico, ma un po’ sbilenco. La cosa che però forse ci ha stranito di più di questo lavoro è che, davvero, cercando nel dettaglio degli elementi costituenti il disco di difetti non ne abbiamo trovati troppi… è il risultato globale, quell’ora larga inclusa in questi dodici solchi, a sembrarci più zoppicante di quanto vorremmo. La sufficienza larga ci sta tutta, alzate anche a sei e mezzo se cercate un prodotto di melodic power senza pretese, ma se seguite la band da un po’, o da questo genere chiedete in generale di più, vi consigliamo di farvi spaventare dall’orrida (davvero senza appello) copertina e virare cautamente verso altri, più emozionanti, lidi.

TRACKLIST

  1. Prophets Of Doom
  2. Sell Your Soul
  3. The Great Pretender
  4. Messiah Complex
  5. Find My Way
  6. Kingdom Of Solitude
  7. Utopian Dreams
  8. This Is Your Moment
  9. Rome’s On Fire
  10. Unconditional
  11. Saints And Sinners
  12. Jericho
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