voto
7.5
7.5
- Band: EDEN'S CURSE
- Durata: 00:58:09
- Disponibile dal: 18/03/2011
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
Del fatto che le frontiere tra i vari paesi del mondo siano ormai abbattute, ne abbiamo conferma costante anche dal mondo dell’hard n’ heavy con la nascita sempre più frequente di gruppi multi-nazionali come nel caso degli Eden’s Curse, un quintetto rappresentato da cinque nazionalità differenti. Nonostante le diversità culturali e qualche recente assestamento in formazione (l’ingresso del nostro connazionale Alessandro Del Vecchio alle tastiere), la band con sede britannica denota un’invidiabile compattezza e unità d’intenti nel proporre un metal melodico disimpegnato e assai gradevole. Certo non parliamo di una proposta particolarmente innovativa, anzi quasi scolastica e di tributo a un certo classic metal ’80 nel riffing, tuttavia la classe e il gusto melodico dei musicisti coinvolti ci permette di guardare oltre questo aspetto poco edificante. Il terzo sigillo degli Eden’s Curse sorprende per la scorrevolezza e la qualità del songwriting, garantito da canzoni snelle e frizzanti sempre contraddistinte da scelte melodiche azzeccate e linee vocali ottimamente strutturate. Il segreto in tal senso è l’inclusione di fondamentali influenze hard rock anche ’70 riscontrabili ovunque all’interno delle tracce soprattutto attraverso le soluzioni corali e l’ottimo lavoro alle tastiere e Hammond del nostro Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever). L’ugola del singer americano Michael Eden non evidenzia esitazioni di sorta interpretando, sin dalla moderna titletrack in apertura, le linee vocali perlopiù alte con la giusta energia, ben figurando anche nei duetti con James LaBrie (nel mid-tempo melodico “No Holy Man”) ed Andi Deris (in una “Black Widow” dalle tendenze oscure). “Trinity” è un disco che non ammette cali di tensione mantenendo alta la qualità dei pezzi sino alla chiusura affidata alla celebre cover di Ronnie James Dio “Rock N’ Roll Children”. Il coinvolgente coro di “Saints Of Tomorrow”, l’intensità della ballata “Guardian Angel” o le aperture della più articolata “Jerusalem Sleep” sono esempi della brillantezza di un disco da considerare tra le uscite più interessanti in ambito metal melodico di questo primo semestre.
