8.0
- Band: EDENSHADE
- Durata: 00:42:48
- Disponibile dal: 26/05/2006
- Etichetta:
- My Kingdom Music
- Distributore: Masterpiece
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Stefano Wosz vuole stupire. Senza grossi clamori, però. Quasi in punta di piedi. E affida questo compito al nuovo lavoro della sua creatura. “The Lesson Betrayed” è classe cristallina, talento puro e incontaminato. Ma anche rivoluzione e cambiamento. Le vecchie ambientazioni con marchio Edenshade, danzanti tra melodic death metal scandinavo e progressive, si stravolgono grazie all’inserimento di elementi più moderni che rafforzano la struttura e l’impatto delle canzoni. Ci sono, come sempre, i Dark Tranquillty e i Dream Theater, ma certi passaggi pesantissimi e non troppo veloci riportano subito alla mente i Nevermore, mentre l’eleganza di certe aperture sognanti i nuovi prog-gods Pain Of Salvation. Nei momenti più cadenzati spuntano anche i Pantera e nelle vocals di un paio di episodi (“Thatblind” e “Insect”) persino i Subsonica, ma di questi artisti non vengono quasi mai ripresi gli elementi più accattivanti e addomesticabili. Anche quando il ritornello è melodico, la musica degli Edenshade rimane cupa e addirittura disturbante. Più che in passato, la band inserisce nei pezzi (tutto sommato concisi, eppure assai meno immediati di quelli presenti nel debut “Ceramic Placebo For A Faint Heart”) momenti di assoluta follia e variazioni stilistiche che hanno quasi sempre come protagonista il vocalist Lorenzo Morresi, abilissimo nel cambiare costantemente il suo approccio, alternando il growling al pulito e cantando a volte in maniera del tutto schizzata e imprevedibile, a tratti simile a quella del buon Trevor dei Sadist su “Crust”. Tra assalti in doppia cassa, intricate sezioni prog, arpeggi di chitarra quasi accennati ed intermezzi pianistici di una bellezza sconvolgente – che come raggi di sole fendono una spessa coltre di grigio – le tracce del disco scorrono via senza quasi che ce ne si accorga. Tanta è la carne al fuoco in questo secondo album del quintetto, tante (come al solito) sono le idee fatte confluire in questo pugno di brani, e – di sicuro – non vi basteranno poche fruizioni per digerirlo completamente. I quaranta minuti di “The Lesson Betrayed” dimostrano che anche nel 2006 c’è spazio per proposte personali e lontane dai soliti clichè: non è un album facile, ma se avrete la pazienza di ascoltarlo con attenzione potrà regalarvi miriadi di emozioni e farvi conoscere una band che, una volta tanto, merita davvero di essere scoperta e supportata. Complimenti dunque agli Edenshade per essere tornati sul mercato più in forma che mai (anche artwork e produzione si assestano su livelli altissimi) e un sentito grazie alla My Kingdom Music, label sempre attenta e coraggiosa, che ha fatto sì che questo gioiellino arrivasse nei negozi.
