EDENSHADE – The Paper Days

Pubblicato il 06/02/2009 da
voto
6.5
  • Band: EDENSHADE
  • Durata: 00:13:00
  • Disponibile dal: /01/2009
  • Etichetta:
  • Distributore:

Tornano gli Edenshade! O, per meglio dire, torna Stefano Wosz. Della formazione che pochi anni fa ha inciso l’ottimo “The Lesson Betrayed” è infatti rimasto esclusivamente il chitarrista/compositore, che ora ha deciso di farsi carico anche della voce. Accompagnato dal polistrumentista Enrico Tiberi e dai turnisti Alessandro Rossi (basso) e Andrea Rabuini (batteria), il Nostro ha confezionato un EP di quattro tracce destinato a fungere da antipasto in vista di un full-length attualmente in lavorazione. Un lotto di brani che, come prevedibile, visti i grossi cambiamenti di lineup, mette in mostra uno stile piuttosto rinnovato. Pare che il musicista nostrano abbia deciso di puntare su un sound un po’ più lineare, senza comunque tradire completamente le sue radici progressive e melodic death metal. Che Wosz avesse una predilezione anche per certo nu metal è cosa nota, basti ricordare le cadenze e i riff di alcuni brani dell’ultimo album. Dopo le suddette vicissitudini, ecco quindi che tali influenze si sono fatte ulteriormente largo nel sound della band, agevolate anche dall’impostazione vocale di Stefano, che predilige tonalità roche e più dirette, a discapito del canonico growl. In questo senso, basta sentire “Caress”, che attacca con una ritmica korniana punteggiata da effetti elettronici, per poi aprirsi alle consuete melodie di stampo Edenshade all’altezza del ritornello. La canzone segue una classica formula “strofa-ritornello” e si rivela decisamente incisiva e orecchiabile. Ottimo inoltre il finale, baciato da sottili orchestrazioni dal taglio malinconico. Sempre catchy, ma più violente e strutturate appaiono invece “Everything I Painted You” e “Words Cannot Penetrate”: la prima è giocata su un continuo alternarsi di pieni e vuoti, la seconda si fa invece ricordare soprattutto per una esaltante fuga strumentale di pura matrice progressive, che riporta a parecchie soluzioni del passato dei nostri. Un discorso a parte va invece fatto per “Swallow”, una traccia molto breve e malinconica con al centro la voce di Stefano, che qui ricorda a tratti quella di Carmelo Orlando dei Novembre su “Arte Novecento”. In sintesi, un EP conciso, questo “The Paper Days”, ma che offre più di quanto ci si poteva inizialmente aspettare. Un EP che, nonostante il parziale cambio di direzione, intrattiene e convince. Ci troviamo di fronte a una versione più diretta di ciò che una volta erano gli Edenshade, dei quali però resta la raffinatezza e l’indubbia personalità, anche se tradotte in modi per certi versi più soft. Quattro pezzi sono pochi per sblinciarsi, ma sicuramente ci sono le basi per attendere speranzosi il prossimo disco.

TRACKLIST

  1. Caress
  2. Everything I Painted You
  3. Swallow
  4. Words Cannot Penetrate
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