7.0
- Band: EDGE OF PARADISE
- Durata: 00:42:33
- Disponibile dal: 07/03/2025
- Etichetta:
- Napalm Records
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I losangelini Edge Of Paradise giungono con “Prophecy” al loro sesto full-length. La band suona un metal melodico moderno, con l’utilizzo di sonorità elettroniche, riff decisi con toni ribassati e, per la prima volta, viene utilizzata in un loro disco anche una chitarra ad otto corde.
L’album parte molto bene con tre ottime tracce: “Death Note” è un bel brano di apertura che si avvicina parecchio al sound dei Within Temptation più recenti, ma sono molto ben riuscite anche “Give It To Me (Mind Assassin)” e “Prophecy Unbound”, così come gli ultimi episodi della tracklist, ovvero “Relive Again” e “Falling Light”. In mezzo, ci sono canzoni un po’ diverse tra loro, come il midtempo di “Sad Life Of A Rose”, la ballata pianistica “Hear Me”, un brano più sperimentale come “The Other Side Of Fear”, una traccia piuttosto particolare come “Rogue (Aim For The Kill)” o la cadenzata e un po’ teatrale “Martyr (Monster)”.
La protagonista in un certo qual modo è sempre però la cantante di origine armena Margarita Monet (al secolo Margarita Martyrosian), di cui riconosciamo e apprezziamo il grande talento, con la sua voce potente e grintosa, la quale opta però per delle performance che spesso tendono ad essere piuttosto enfatiche: una scelta che, certamente, rende molto bene in canzoni potenti, interpretate in maniera quasi ‘urlata’; in altri casi, il cantato invece esalta e accentua alcune note piuttosto che altre, ottenendo un effetto certamente nuovo e moderno, che però non risulta necessariamente gradevole (o, almeno, non a tutti): ad esempio, in una ballata come “Hear Me”, finisce per sembrare alquanto innaturale e rende l’interpretazione più algida, facendo perdere parecchio, a nostro modo di vedere, in termini di pathos.
Possa piacere o meno, bisogna perà riconoscere come la Monet si sforzi di proporre un modo di cantare magari non necessariamente innovativo ma senza dubbio diverso dal solito, che ben si coniuga con la proposta musicale degli Edge Of Paradise per cui, benchè possiamo certamente far rientrare la band in un preciso filone insieme ai vari Within Temptation, Delain, Xandria, ecc., tutto sommato rispetto a questi gruppi (che peraltro possono annoverare tutti cantanti molto brave) riesce a trovare una sua connotazione proprio per questo cantato così esuberante e versatile, che la cantante americana sta con il tempo sempre più perfezionando, ottenendo risultati senza dubbio interessanti.
“Prophecy” è dunque un album dove si possono ascoltare diverse cose: ora potente e aggressivo, ora suadente e accattivante, a tratti distaccato, in altri casi parecchio coinvolgente, melodico ma non particolarmente convenzionale nel cantato, è un disco che si presta a livelli diversi di ascolto e che non è detto che possa piacere a tutti nella sua totalità. Proprio per queste sue caratteristiche perciò, non tanto perchè sia particolarmente complesso (anzi, al contrario, i brani tendenzialmente sono alquanti diretti), si consiglia, per poterlo meglio apprezzare, di non fermarsi alle prime impressioni, dedicandogli diversi ascolti.
