EDGUY – Hellfire Club – Pre Listening!

Pubblicato il 18/12/2003 da
voto
5.5
  • Band: EDGUY
  • Durata:
  • Disponibile dal: 15/03/2004
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

“Hellfire Club” sarà il sesto studio album della band di Tobias Sammet e vedrà la luce, come lo stesso cantante ha avuto modo di riferire durante l’intervista, il 15 marzo del 2004. Per l’occasione è stata organizzata una pre-listening session di cui potrete leggere qui di seguito. Tengo a precisare che ho potuto ascoltare il disco solamente una volta, quindi posso solo fornirvi delle impressioni a caldo e abbastanza superficiali. La sensazione avuta è che il nuovo lavoro della band sarà sicuramente più heavy dei suoi predecessori, questo grazie ad un’aggressività interpretativa inusuale da parte dei nostri e soprattutto grazie ad una produzione molto più ruvida. L’album conterrà dieci tracce, di cui solo otto sono state portate in questa sessione perché le altre devono ancora essere ultimate. Ecco il resoconto…

“MYSTERIA”: già dalla prima canzone è palese un’attitudine molto più heavy rispetto al passato, le chitarre di Jens e Dirk producono un riffing psicopatico, il sound risulta oscuro e, a tratti, presenta atmosfere claustrofobiche.
“THE PIPER NEVER DIES”: è caratterizzata da un pregevole bridge in linea col passato della band in pieno happy power metal style; per il resto il pezzo risulta un po’ troppo ripetitivo e, insieme ad un’eccessiva lunghezza, finisce per tediare riprendendosi solo nel finale. Se fosse stato un po’ meno prolisso avrebbe fatto sicuramente centro.
“RISE OF THE MORNING GLORY”: dalle prime note pare promettere bene, ma col passare dei secondi la sensazione di già sentito prende sempre più corpo; peccato, perché il ritornello molto catchy avrebbe meritato un contorno molto meno scontato.
“NAVIGATOR”: dopo l’opening track, ecco un altro pezzo pienamente promosso. Questa volta la band ci propone un mid-tempo in cui l’ottimo lavoro delle chitarre dà un po’ di imprevedibilità al sound; piacevolissimo il break centrale dal forte sapore retrò.
“LAVATORY LOVE MACHINE”: canzone molto trascinante che rimanda ai Judas Priest della prima ora, quelli più rockeggianti per intenderci. Ci troviamo infatti di fronte ad un classico hard rock nella cui struttura vengono anche richiamati gli Eightes; sicuramente uno degli episodi che più ha colpito chi scrive.
“FOREVER”: ballata che, nonostante l’ausilio della Babelsberg Orchestra, risulta molto prevedibile e noioso.
“WE DON’T NEED A HERO”: gli Edguy tornano a schiacciare sull’acceleratore e producono una speed-song veramente interessante dotata di linee vocali azzeccatissime.
“UNDER THE MOON”: l’ascolto dell’ultimo pezzo della sessione è stato tralasciato per raggiungere Tobias Sammet, che ci attendeva per l’intervista di cui potete leggere il resoconto tra le pagine del nostro sito.

L’ascolto dato al disco non ha lasciato una sensazione troppo positiva, anzi, si può dire sia stato abbastanza deludente. “Hellfire Club” non sembra offrire spunti interessanti e ci consegna, oseremmo dire, un gruppo a corto di idee. Gli Edguy hanno forse toccato il loro picco massimo con “Vain Glory Opera”, bellissimo e fortunatissimo lavoro cui nessun altro album della band riesce ad avvicinarsi. Attendiamo comunque di riascoltarlo per dare un giudizio definitivo… per ora la sufficienza non c’è.

TRACKLIST

  1. Mysteria
  2. The Piper Never Dies
  3. Rise Of The Morning Glory
  4. Navigator
  5. Lavatory Love Machine
  6. Forever
  7. We Don't Need A Hero
  8. Under The Moon
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