EDGUY – Rocket Ride

Pubblicato il 18/01/2006 da
voto
8.0
  • Band: EDGUY
  • Durata: 01:00:03
  • Disponibile dal: 20/01/2006
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

Niente paura! “Rocket Ride” è il solito bellissimo album dei tedeschi Edguy, pieno di song stupende, arrangiato da Dio e suonato altrettanto bene. Ma davvero qualcuno avrebbe creduto il contrario? Non è forse vero che i cinque folli hanno mostrato un miglioramento costante dal primo album fino ad oggi? Per chi scrive il cammino della band ha del miracoloso: un cantante svociato ed assolutamente poco tecnico, una band mediocre e una manciata di idee di certo non memorabili. Questa era la portata dei primi demo della band, registrati più di dieci anni fa. Poi arriva il contratto con la lungimirante AFM, ed arriva il debutto. Già dal successivo “Vain Glory Opera” la situazione comincia a prendere la piega giusta: un ospite come Hansi Kursch offre la sua strepitosa performance su due tracce, la title track è molto catchy, ed il nome comincia a girare, ma Tobias è ancora disperso nel suo voler imitare (senza qualche ingenuità di troppo) l’immenso Bruce Dickinson. Il tempo di prendere fiato, ed esperienza, ed arriviamo al primo capolavoro della band, quel “Mandrake” che, mescolando le carte in tavola, mostra tutte le sfaccettature sonore dei cinque. Poi un gradino ancora sopra “Hellfire Club”, ed ora mancava la ciliegina sulla torta. E quale gioia nel constatare come “Rocket Ride” sia un album metal/rock melodico maledettamente valido! Partiamo dalla produzione: raramente ci era capitato di ascoltare un sound di questa profondità. Le dinamiche ci circondano, e giocano con i nostri timpani, regalandoci un ascolto veramente coinvolgente e ricco di stratificazioni. Merito ovviamente del produttore per eccellenza: sua maestà Sascha Paeth (inutile elencare la sfilza di gruppi con i quali il nostro ha avuto modo di lavorare nella sua carriera di produttore). “Sacrifice” esplode subito nei nostri speaker, dopo un delicato intro di pianoforte. Tobias è migliorato ancora, mostrando aggressività e controllo davvero esemplari. Un po’ di sano hard ‘n’ heavy con la title track “Rocket Ride”, forse scontatella in alcune intuizioni melodiche, ma comunque assolutamente godibile. Più Gamma Ray-style la successiva “Wasted Time”, forse il punto di congiunzione ideale con il precedente album “Hellfire Club”. E’ inutile, per il sottoscritto questi Edguy hanno la formula vincente, il metodo per scrivere canzoni con una certa frequenza, pur non dimenticando la qualità. E’ infatti difficile sentire un pezzo brutto degli Edguy, tutt’al più potremo trovare pezzi mediocri, come “Matrix” per esempio e “Catch Of The Century” (il riffing è trito e ritrito). “Return To The Tribe” merita il primo posto nelle preferenze del sottoscritto, principalmente per l’intuizione geniale dell’assolo vocale (un assolo di chitarra imitato dalla voce di Tobias, ascoltare per credere!). “The Asylum” viaggia alla grande grazie al ritornello assolutamente fantastico (stile Avantasia), così come la ammiccante “Save Me”. Sottotono è “Catch Of The Century”, principalmente a causa di un ritornello non dei più riusciti. Da qui alla fine i pezzi si livellano verso una sufficienza piena, dove anche il singolo “Superheroes” tende a stufare dopo pochi ascolti. “Trinidad” è eccessivamente leggerotta, a voler sottolineare come gli Edguy siano una band ‘poco seria’. L’hard rock roccioso e cadenzato di “Fucking With Fire” chiude l’ora esatta dell’album, lasciandoci la voglia di ascoltare e riascoltare quello che sicuramente sarà uno dei migliori album del 2006, almeno per chi scrive. Alla faccia di chi li voleva ancora a suonare ‘becer’ power metal: gli Edguy sono questi, sono furbi ed hanno capito come è cambiato il mercato. Mai come in questo caso la scelta è stata centrata in pieno.

TRACKLIST

  1. Sacrifice
  2. Rocket Ride
  3. Wasted Time
  4. Matrix
  5. Return To The Tribe
  6. The Asylum
  7. Save Me
  8. Catch Of The Century
  9. Out Of Vogue
  10. Superheroes
  11. Trinidad
  12. Fucking With Fire
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