EDGUY – Space Police – Defenders Of The Crown

Pubblicato il 25/04/2014 da
voto
7.0
  • Band: EDGUY
  • Durata: 00.53:46
  • Disponibile dal: 18/04/2014
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Un disco con due volti? Il titolo sembrerebbe dirci così e, a conti fatti, andando oltre a qualla che probabilmente è una burla dei cinque mattacchioni di Fulda, un po’ dobbiamo dire che questo album due volti in effetti ce li mostra. E sono volti un po’ diversi tra loro: uno guarda al passato e sembra provare nostalgia della epicità e della maestosità di un tempo, e l’altro guarda invece al recente, mostrandosi sornione e accomodante. Un po’ come i due volti della maschera giullaresca, la commedia e la tragedia; e dobbiamo dire che forse questa doppia personalità si sposa al gruppo, che da sempre proprio del giullare fa la sua mascotte. D’altro canto però notiamo come questo “Space Police – Defenders Of The Crown” risenta in maniera anche negativa da questo dualismo, mostrandosi irritante nel suo non scegliere da che parte stare. Ammettiamolo, il solenne incedere di “Vain Glory Opera” o l’accorato attacco di “Babylon” (per citare canzoni degli Anni ’90) sono assai diversi da una “Robin Hood”, disimpegnata e parodistica, o da “Speedhoven”, canzone sempre veloce ma dal sound decisamente più rockeggiante. La band si è quindi evoluta, percorrendo un sentiero assieme al compositore principale Tobias Sammet, e così si è modificato l’approccio di entrambi: sì è staccata una parte maestosa e sinfonica, incarnatasi negli Avantasia, e si è sviluppata una vena ironica e giocherellona che caratterizza tutt’ora la band. Come dicevamo, i due lati del titolo sembrano guardare proprio a questa dualità: mentre l’iconico agente di polizia con la faccia così simile a quella del poliziotto di “YMCA” dei Village People ci parla della burlona cricca dell’ultimo decennio, un titolo altisonante ed eroico come “Defenders Of The Crown” tradisce intenzioni e pensieri nostalgici, di un passato mai dimenticato. E, parimenti, su binari paralleli si muovono anche i brani dell’album. Se infatti “Sabre & Torch” o “The Realms Of Baba Yaga” sono potenti cavalcate power vecchio stile, al loro fianco troviamo però brani zuccherosi tra hard rock e AOR come “Love Tyger” o veri e propri stendardi dell’attuale ironicità della band su canzoni non qualificabili come la cover di Falco “Rock Me Amadeus”. Qualche pezzo che non si ‘schiera’, per modo di dire, c’è anche, ma sono quelli meno divertenti e più privi di personalità come “Do Me Like A Caveman” o “Alone In Myself”. Per il resto, non riusciamo a capire quale dei due volti del disco ci piaccia di più: se da un lato la già citata “The Realms Of Baba Yaga” ci ha fatto muovere la testa in maniera veramente convinta, dobbiamo anche ammettere che l’irrestistibile riff di tastiere e il fantastico ritornello della (mezza) title-track “Space Police” ci ha letteralmente fatto impazzire. Su tutto spicca poi la luce intensa della bellissima “The Eternal Wayfarer”, piccolo capolavoro epico che unisce la maestosità del passato, l’approccio sinfonico degli Avantasia e la tendenza all’hard di classe in un unico, fantastico, brano. Tirando le fila, in questo album abbiamo un capolavoro (“The Eternal Wayfarer”), almeno un paio di canzoni irresistibili dal punto di vista melodico (“Space Police”,”Defenders Of The Crown”) e due o tre di brani power di buona fattura (“Sabre & Torch”,”Shadow Eaters”). Il resto però, come dicevamo, è un po’ perso in questo sdoppiamento di personalità, e fatica a trovare un collocamento anche nelle nostre teste, rimanendo in un limbo ben definito di canzoni valide, ma poco inquadrabili. Che dire? Il menu è ricco, e di sapori ce ne è per tutti i gusti, ma stavolta non ce la sentiamo di mettere il disco nella zona Hot Album. Continueremo però ad ascoltarci quelli che sono per noi i momenti migliori di questo eterogeneo album, felici di dare il bentornato ai cinque ragazzi di Fulda un’altra volta.

TRACKLIST

  1. Sabre & Torch
  2. Space Police
  3. Defenders Of The Crown
  4. Love Tyger
  5. The Realms Of Baba Yaga
  6. Rock Me Amadeus
  7. Do Me Like A Caveman
  8. Shadow Eaters
  9. Alone In Myself
  10. The Eternal Wayfarer
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.