EHNAHRE – Taming The Cannibals

Pubblicato il 18/01/2011 da
voto
8.0
  • Band: EHNAHRE
  • Durata: 00:35:24
  • Disponibile dal: 09/11/2010
  • Etichetta: Crucial Blast
  • Distributore:

Quando si ha tra le mani una uscita squinzagliata dalla Crucial Blast non si sa mai cosa ci si potrebbe trovare dentro. Potrebbe essere uno scellerato noise rock da macelleria stile Dazzling Killmen o un glaciale post-black metal che viaggia sui 150 bpm. Potrebbe anche essere un ambient folk da incubo, non importa, per l’etichetta del Maryland non fa alcuna differenza, basta che faccia male, e tanto, alle membra, ma anche e soprattutto alla mente. L’uscita in questione, “Taming The Cannibals” (titolo che non pare lasci grande scampo a dubbi alcuni!) dei bostoniani Ehnahre fa parte del mondo – più o meno definito in questo caso – del death metal più deviato e squilibrato, quello imbastardito ulteriormente dalla psichedelia, dal noise, dal jazz, dal black metal e da altre forme più o meno terrene di sperimentazioni, insomma. Lo stesso miscuglio deforme e abominevole di generi estremi proposto da altre band malate come i Portal, gli Akercocke o i Gorguts, per chi mastica porcherie simili e sa di quali atrocità stiamo parlando. Roba che vi taglia le palpebre di fronte ad una carneficina per costringere la vittima di turno a guardare impotenti, scuoia la pelle dalle membra e poi getta il corpo del povero ascoltatore ancora vivo in una vasca di sale. Oltre al desiderio irrefrenabile di produrre dolore e paura nell’ascoltatore, gli Ehnahre sono ammirevoli soprattuto nel loro ambizioso tentativo di spingere il proprio sound oltre un burrone fatto di dissonnanze dilanianti e arrangiamenti eclettici e surreali, per liberare la loro musica dal giogo del già sentito o di qualunque altra forma di espressione musicale “familiare”. Si percepiscono chiaramente i luridi residui di una qualche forma musicale molto vicina al noise e che un tempo, forse, si poteva definire “jazz”. Sembra quasi una bestemmia in un contesto simile, ma il tentativo della band di impostare la propria musica sulle coordinate dell’imprevedibilità come per quelle del jazz è evidente, e in qualche breve frangente fanno perfino capolino fiati e ottoni. Insomma, roba che a Bill Laswell e a John Zorn piacerebbe parecchio, e non a caso gli echi dei Praxis, dei Painkiller e dei Naked City non sono poi così distanti. Leggendo gli album credits ogni dubbio sul background jazz di questa deviata band viene spazzato via quando scopriamo che i membri degli Ehnahre sono infatti nient’altro che ex-membri dei Kayo Dot e dei Maudlin Of The Well, pioneri delle prime vere sperimentazioni jazz-metal. Anche il prog e la psichedelia in questo marasma di confusione e delirio cieco fanno la loro sporca figura, con costruzioni complesse e attorcigliate che – anche grazie alle capacità tecniche vermente fuori dal comune di cui la band dispone – prima si aggrovigliano pazientemente su stesse per poi deflagare in una enorme cascata di riff assassini con un groove micidiale. In certi passaggi sembra quasi di ascoltare i Tool – altra bestemmia immane – come se venissero frullati insime ai Mortician. Il tutto è infettato da furiosi e ossessivi riff black metal e gelidi e catacombali rallentamenti sludge-doom stile Khanate. Insomma un paesaggio desolante, inabitato e ostile, in cui però paradassalmente c’è parecchia vita (semplicemente non di questo mondo, però), il cui movimento è continuo, e in cui la quantità insopportabile di stramberie che succedono – seguendo traiettorie strane e interessantissime – provoca una strana sensazione di piacere e ammirazione totale per una band che, nonostante la negatività assoluta messa in campo, è originalissima a trecentosessanta gradi. Roba per pochi, e solo per quei pochi con l’orecchio veramente allenato. Tutti gli altri non è che non gradiranno, semplicemente non capiranno.

TRACKLIST

  1. The Clatterbones
  2. Foehn (Lullaby)
  3. Animals
  4. Birth-Dues
  5. Revelation And Decline
  6. Birth
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.