8.0
- Band: EINAR SOLBERG
- Durata: 00:55:03
- Disponibile dal: 24/04/2026
- Etichetta:
- Inside Out
Einar Solberg è una figura centrale nell’ecosistema del prog metal/rock contemporaneo: un personaggio che, tramite i Leprous, ha ridefinito alcune caratteristiche della musica progressive moderna, incorporandone sfumature notturne, toni languidi e setosi capaci di sfruttare in modalità parzialmente inedite le possibilità espressive di sintetizzatori e strumenti legati al mondo della musica classica. Una miscellanea che ha rimodulato in modo significativo lo stile della sua band e si è poi allargata all’avventura solista, avviata nelle sornione sottigliezze di “16”, tre anni fa.
Un disco fatto di intimismo, note eleganti e in dormiveglia, in analogia agli astrattismi di “Aphelion”, edito dai Leprous solo l’anno prima, nonostante fosse decisamente più aperto e accessibile nelle sonorità rispetto al capitolo finora più criptico nella discografia del gruppo norvegese.
“Vox Occulta” rappresenta un’opera nettamente diversa dal primo capitolo solista di Solberg. Il raccolto minimalismo osservato in molti punti di “16” lascia il posto a una composizione massimalista, opulenta, carica di grandeur, assecondando le pulsioni verso il mondo delle soundtrack e della musica classica contemporanea del suo autore.
Per le registrazioni il cantante/compositore si è avvalso della Norwegian Radio Orchestra e del violinista Chris Baum, permettendo alla musica sinfonica di entrare nel tessuto metal in maniera massiccia, in un dialogo costante e impetuoso tra le parti.
A caratterizzare la tracklist nella sua interezza è proprio la grandiosità del suono e delle strutture: se in opere come “Malina” e “Pitfalls” i contributi di strumenti come violino e violoncello erano un qualcosa di soffice e delicato, in “Vox Occulta” accade spesso il contrario, con l’orchestra a innestarsi con impeto su partiture metalliche veementi e decisamente pesanti. Una pesantezza cui fanno da contraltare sezioni, invece di tutt’altra natura, con orchestrazioni squillanti ad alternarsi a dialoghi sinfonici molto più quieti, ricami raffinati e dolcemente contemplativi.
I registri compositivi ondeggiano tra l’ideazione di singole mini-suite e canzoni dal taglio rock/metal più pronunciato, con queste ultime che potrebbero benissimo rientrare nell’usuale catalogo a firma Leprous.
Le coloriture permangono plumbee e mai particolarmente allegre, impregnate di umori dark e una velata malinconia divenuta centrale in tutta la poetica di Solberg, mentre i ritmi, il tono generale, l’energia danno alle tracce un brio tutto loro, sia quando si rimane in momenti più astratti come nell’apertura di “Stella Mortua”, sia nei densi midtempo metallici di “Medulla”, che sarebbe stata bene in “Malina”.
Ci piace il ritorno del cantante norvegese a registri interpretativi più concreti, evitando per la maggior parte del tempo l’interpretazione lamentosa e teatralizzata degli ultimi anni. Le linee vocali sono vibranti, talvolta anche rabbiose, meno concettuali e più adrenaliniche di quanto si sentisse recentemente, portando a un’orecchiabilità quasi insperata i ritornelli, come quello di “Liberatio”.
I movimenti orchestrali non si limitano, come avrete capito, a fungere da fascinosi arrangiamenti, indirizzano il tono delle canzoni, dando loro l’atmosfera dominante, in alcune circostanze prendendo tutta la scena, senza che elementi metal arrivino a contaminarle. Accade nelle tracce più ambiziose e complesse, quali la title-track e “Grex”, per chi scrive leggermente prolisse nei loro frangenti atmosferici, ma indubbiamente figlie di un estro compositivo di alto lignaggio.
Tolta appunto qualche perplessità su uno sviluppo un filo ridondante delle canzoni citate, tuttavia, “Vox Occulta” è album davvero pregevole. Recupera impatto metal a tutto tondo, bilancia perfettamente progressive metal e sinfonie, osa delle sperimentazioni senza perdere in immediatezza. Per tutti i fan dei Leprous, del progressive metal moderno e di chi ama le commistioni tra heavy metal e musica sinfonica, un album da ascoltare e riascoltare.
