EINHERJER – Lifeblood

Pubblicato il 21/06/2026 da
voto
7.5
  • Band: EINHERJER
  • Durata: 00:50:01
  • Disponibile dal: 19/06/2026
  • Etichetta:
  • By Norse Music

Mancavano da più di cinque anni, i norvegesi Einherjer, da quel “North Star” su Napalm Records che non aveva mosso più di tanto gli equilibri della band di Frode Glesnes, mantenendo la loro reputazione sì solida, ma decisamente statica forse da fin troppo tempo.
Ripensando alla carriera dei nostri, il loro è un vero e proprio sound viking metal e se le ascendenze sono quella scena black metal norvegese, è stato possibile quasi subito togliere il termine black metal per definirli.
Se in alcuni momenti strutturalmente si è potuto parlare di thrash metal cadenzato (in questo rimangono simili ai Vreid, come idea), in altri di progressive metal (“Norrør” o “Av Oss, For Oss”), in altri ancora di heavy metal vero e proprio (il discusso “Odin Owns Ye All”), l’elemento unificatore è sempre stata l’ideologia norrena e vichinga; “Lifeblood” continua lo stesso percorso ma, possiamo dirlo, risulta un capitolo decisamente più interessante di altri.

La ricetta è ancora la medesima, ma stavolta sono l’arrangiamento e la melodia a ridare energia alle composizioni dei nostri. Bastano le prime due canzoni per capire che molte cose sono cambiate:  sin da subito i cori in apertura di “Bloodborn” e la facile melodia che segue trainano un pezzo di una qualità che non sentivamo da tanto, in casa Einherjer. E’ abbastanza facile rendersi conto che l’aspra voce di Frode è ancora riconoscibile, ma si alterna in maniera ottimale con i cori rendendo le composizioni decisamente più appetibili ed immediate.
Stesso discorso si può fare per la nostra preferita del platter, “At Threshold’s End”, un vero inno di chiara matrice Bathory che dà il meglio di sé nelle chitarre finemente arrangiate e in un altro coro riuscitissimo, con anche un bellissimo assolo di chitarra incastonato a metà.
Capiamoci: non stiamo dicendo che gli Einherjer fino al disco precedente fossero una band di qualità inferiore anzi, ma è stato evidente a tutti che, dopo “Blot”, i nostri avevano intrapreso una strada difficile e, qualche volta, troppo ripetitiva.
Già “North Star” aveva in parte raddrizzato la mira, ma stavolta non abbiamo paura di dire che stiamo tornando, pian piano, agli antichi fasti di “Dragons Of The North”.
Ultimo aspetto notevolissimo, la varietà: se le prime due sono canzoni ‘metal’ di cinque minuti anthemiche e facili da imparare, “Gone” dopo una introduzione folk si muove ancora di più sull’heavy classico, ricordandoci perfino i Manowar nell’insistenza dei riff portanti prima di esplodere nell’ennesimo bellissimo coro.
Ma non è finita: le parti acustiche ritornano ancora in “Dei Så Ser!”, notevolissimo ed evocativo brano quasi completamente unplugged.

A far da contraltare a queste ‘novità’ nel songwriting rimane la seconda parte del disco, un po’ meno notevole come risultati ma sempre solida: soprattutto nella lunga e conclusiva “The Eternal North” emergono gli Einherjer del passato, ma in un contesto così vario stavolta non è davvero un problema.
Se la seconda parte fosse stata del livello della prima, avremmo avuto un vero top album per il 2026, ma in definitiva siamo contenti lo stesso: gli Einherjer sono tornati a viaggiare sulla strada giusta.

TRACKLIST

  1. Bloodborn
  2. At the Threshold's End
  3. Gone
  4. Malstrøm
  5. Dei så ser
  6. Arr for arr
  7. Saltworn Runes
  8. The Eternal North
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