EISBRECHER – Eiszeit

Pubblicato il 05/06/2010 da
voto
7.0
  • Band: EISBRECHER
  • Durata: 00:52:12
  • Disponibile dal: 30/05/2010
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Eins, Zwei, Polizei. Ricordate? Era l’estate del 1994 e, mentre mezza Italia impazzziva sulle note di questo tormentone dei, peraltro italianissimi, Mo-Do, in Germania prendeva forma il cosidetto movimento della Neue Deutsche Härte; nome evocativo dietro cui si cela una corrente artistica caratterizzata, oltre che da una comune radice metal, dal ricorso a ritmiche marziali tipiche dell’EBM unite ad elementi di stampo gothic e new wave, il tutto condito da un forte richiamo alla madre patria Germania. Portabandiera di questo filone sono, come noto, i Rammstein, la cui fama ha varcato ormai i confini continentali, ma sarebbe ingiusto dimenticarsi dei seminali OOMPH!, così come dei Megaherz e degli Eisbrecher. E proprio i rompighiaccio teutonici, giunti con questo “Eiszeit” al traguardo del quarto disco in sette anni, paiono ora destinati a ripetere, almeno all’interno dei confini nazionali, l’esempio di Till Lindemann e soci, scalando le classifiche con la forza di un panzer. Sarà vera gloria? Di sicuro la formula compositiva, come da copione, non prevede innovazioni di sorta, ricollegandosi al solco tracciato, oltre che dai gruppi già citati, dai vari Deathstars, Crematory, 69 Eyes e Lacrimas Profundere (il cui cantante figura peraltro come ospite in “Gothkiller”, unica traccia cantata in inglese). Eppure sfidiamo chiunque a restare ancorato a terra durante l’ascolto di questo “Eiszeit”: basterebbe la doppieta iniziale, formata dalla potente opener “Bose Madchen” e della danzereccia title track, ad incendiare il dance floor, ma in generale nel platter abbondano gli episodi degni di figurare in una compilation tanz metal – “Die Engel”, “Segne Deinen Schmerz”, “Dein Weg” e “Supermodel” su tutti – mentre l’unico episodio un po’ fuori luogo, oltre agli inutili remix posti in chiusura, è rappresentato dalla fin troppo elettronica “Amok”. Un peccato veniale in una tracklist per il resto ben bilanciata tra chitarroni ed elettronica di largo consumo, per un disco consigliato a tutti i metallari con un’anima tamarra inside – e, se avete riconosciuto la citazione posta all’inizio, è molto probabile che lo siate – e a chi credeva che l’Era Glaciale fosse solo sinonimo di bradipi e mammut.

TRACKLIST

  1. Bose Madchen
  2. Eiszeit
  3. Bombe
  4. Gothkiller
  5. Die Engel
  6. Segne Deinen Schmerz
  7. Amok
  8. Dein Weg
  9. Supermodel
  10. Der Hauch Des Lebens
  11. Kein Wunder
  12. Amok (Renegade Of Noise Remix)
  13. Schwarze Witwe (Tlp Remix)
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