4.0
- Band: EKTOMORF
- Durata: 00.39.12
- Disponibile dal: 20/11/2015
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
Lettera di presentazione: copertina da terza media, nome e titolo discutibili, font scartato anche dai peggio gruppi punk, titoli in tracklist senza alcuna fantasia. Curriculum vitae: un ventennio di sfacciata emulazione, dritto dal cuore dell’Europa dell’Est. Dopo aver perso l’intera formazione e aver sperimentato nel copiare altri artisti Zoltan Farkas torna al passato, quello in cui una botta di culo inesorabile gli valse un contratto con una Nuclear Blast alla disperata ricerca di cloni di Sepu/Soulfly da gettare in pasto al pubblico ancora in orgasmo da “Roots”. Chi ha voglia, dopo 15 prolifici anni di Max Cavalera nei Soulfly e un decennio di copia carbone di Farkas, di imbattersi nell’ennesimo coacervo di riff abbozzati, testi striminziti e inni riciclati in un inglese risibile? Non ci viene davvero in mente, ma il mistero più grande è come la band riesca ancora a ricevere il supporto di una label, di producer di livello come Tue Madsen e, soprattutto, riesca a portare a casa ospitate del calibro di George Corpsegrinder Fisher. Vergogna ulteriore per appassionati e addetti ai lavori che, con eccesso di superficialità, fanno passare per accettabile o lecita una contraffazione tanto scadente. Per il bene della musica, della scena e di voi stessi: ignorateli.
