EKTOMORF – Destroy

Pubblicato il 13/03/2004 da
voto
6.5
  • Band: EKTOMORF
  • Durata: 00:47:53
  • Disponibile dal: 08/03/2004
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

Gli Ektomorf sono ungheresi e nel loro paese sono considerati più o meno come il nostro Vasco nazionale… solo che fanno metal, un metal ispirato nientemeno che a Soulfly e Sepultura del periodo “Chaos A.D.” e “Roots”… niente da fare, all’estero sono troppo avanti! Tralasciando queste considerazioni abbastanza tristi, parliamo di “Destroy”, primo frutto della collaborazione tra la band e il colosso Nuclear Blast, che evidentemente ha fiutato l’affare. Già, avete capito bene, proprio un affare, è l’impressione che ho avuto ascoltando il lavoro dei quattro magiari. Non metto in dubbio l’onestà degli intenti musicali degli Ektomorf, ma in un mondo orfano del talento dei Sepultura dei tempi d’oro, viene spontaneo pensare che qualcuno voglia promuovere dei “rimpiazzi”, per quanto piuttosto bravi, come nel nostro caso. Dalle prime note di “I Know Them” capiamo quanto gli Ektomorf abbiano assorbito la lezione delle due band sopracitate, senza però riuscire a personalizzarla. E’ questo infatti il motivo della valutazione più che sufficiente che sento di dare al disco, il quale perde punti proprio in virtù della mancanza quasi totale di originalità. Va benissimo, ed è quasi inevitabile che, nel metal odierno dove ormai ben pochi riescono ad inventarsi, ogni gruppo abbia delle influenze di riferimento. Una volta apprese certe peculiarità di genere o di singole entità bisogna però sforzarsi di superarle, per dare alla propria musica un’impronta un po’ personale… purtroppo non tutti hanno la capacità, la pazienza o la voglia di farlo. Ne prendiamo atto e torniamo a quello che gli Ektomorf ci offrono su “Destroy”. Produzione potentissima e suoni ultra-nitidi grazie alla collaborazione del producer Tue Madsen, artwork molto curato di gusto indiano-tribale, attitudine altalenante tra hardcore e death-thrash. E’ innegabile che l’album possa risultare molto coinvolgente, dato che si presenta ben suonato e concepito in modo giustamente aggressivo, quasi facesse una forza della sua derivatività così marcatamente eseguita secondo i canoni già scritti. La sezione ritmica massiccia e dinamica è spesso accompagnata dalle ormai classiche percussioni tribaleggianti, in questa sede utilizzate senza economia. Fanno la loro comparsa anche elementi orientaleggianti, come in “From Far Away” e “You Are My Shelter” (due delle migliori song del disco), mentre qua e là si trovano echi del folk zingaresco proprio della terra d’origine dei nostri. Il lavoro chitarristico è apprezzabile, ma ben poco dissimile da quello dei celebri numi brasiliani. Addirittura la voce del tatuatissimo singer sembra modellata sullo stile inconfondibile di Max Cavalera, con un risultato di somiglianza quasi imbarazzante. Al di là di tutto appaiono molto ben costruiti pezzi quali i due sopracitati, la struggente strumentale “From My Heart”, accompagnata da litanie femminili gitane, “I Know Them” e la title track. Mi auguro di aver fornito tutti gli estremi per avere un’idea di quanto contenga questo “Destroy”, lavoro derivativo ma tutto sommato senza cali e suonato con capacità. Ovviamente è consigliato a tutti coloro che nutrono un’adorazione folle per questo tipo di sonorità, che ascolterebbero con piacere anche il miliardesimo clone dei Sepultura. Per gli altri restano i capolavori immortali del passato e i Soulfly.

TRACKLIST

  1. I Know Them
  2. Destroy
  3. Gipsy
  4. No Compromise
  5. Everything
  6. From Far Away
  7. Painful But True
  8. Only God
  9. You Are My Shelter
  10. A.E.A.
  11. From My Heart
  12. Tear Apart
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