EKTOMORF – The Acoustic

Pubblicato il 11/02/2012 da
voto
4.0
  • Band: EKTOMORF
  • Durata: 00:39:21
  • Disponibile dal: 17/02/2012
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Siamo esterrefatti: non c’è giustizia umana né divina se gli Ektomorf, remake ungherese dei peggiori Soulfly, hanno protratto la loro carriera discografica per tanti anni, basandola interamente sul ricalcare i passi di Max Cavalera, artista di cui il leader della band, Zoltan, è emulo attento e fedele devoto. Il fatto che una band del genere abbia una carriera tanto lunga e proficua, con contratti per etichette come Nuclear Blast e AFM, è semplicemente uno schiaffo di dorso a tutti coloro che tentano di fare musica personale, andando in bancarotta dopo anni di stenti. Abbiamo ammesso in sede di recensione che con l’ultimo “Redemption” qualche variante al neo thrash “made in Soulfly” gli Ektomorf hanno tentato di introdurla, osando più della stessa band di Cavalera, ed è altrettanto vero che dal vivo il gruppo ci sa fare, almeno quanto una cover band ufficiale. Oggi gli ungheresi, in un folle impeto di originalità, riprovano a stupirci con “The Acoustic”, proseguendo sul cammino dell’ultimo singolo “Sea Of Misery”, cioè facendo cantare Zoli con vocals pulite su un assetto semi-acustico. E, incredibile a dirsi, lo fanno per un album intero. Sfortuna vuole che il coraggio dimostrato nell’esperimento metta in luce una povertà compositiva imbarazzante, in una collezione che stupra tanto gli estratti più riusciti della loro discografia (“I Know Them”) quanto classici come “Simple Man” e “Folsom Prison Blues”. L’agonia si accentua negli inediti, risibili quando si limitano a fare il verso a “Kaiowas”, intollerabili per povertà compositiva e liriche imbarazzanti in canzoni come “Fate”, gemma di disgusto realisticamente paragonabile al primo abbozzo di canzone dedicato da un teenager alla ragazza del cuore. Una disfatta tragicomica che fa precipitare nel baratro i buoni propositi degli Ektomorf, e macchia in maniera indelebile il curriculum vitae di Tue Madsen. Vergognosi, indecenti, indegni: il collasso del sistema discografico mondiale passa anche da qui.

TRACKLIST

  1. I Know Them
  2. I´m In Hate
  3. Be Free
  4. Redemption
  5. Simple Man
  6. To Smoulder
  7. Folsom Prison Blues
  8. Again
  9. Through Your Eyes
  10. Fate
  11. Stigmatized
  12. Who Can I Trust
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