5.0
- Band: EKTOMORF
- Durata: 00:35:12
- Disponibile dal: 08/12/2023
- Etichetta:
- AFM Records
Irriducibili. Dove molti hanno fallito o abbandonato gli Ektomorf di Zoltán ‘Zoli’ Farkas dimostrano una tenacia e un attaccamento alla propria missione davvero inscalfibile, tanto che taglieranno nel 2024 l’invidiabile traguardo dei trent’anni di carriera… sfortunatamente tutti all’insegna del più banale e spoglio scimmiottamento dei Soulfly.
Una riverenza che avviene probabilmente per evidenti limiti tecnici, quella verso l’incarnazione dei primi tre album post-Sepultura dell’idolo Max, quelli più rivolti al nu metal e intrisi di groove cadenzato e primitivo. In questi anni gli ungheresi hanno anche azzeccato un paio di dischi, su tutti “Destroy” e “Outcast” – sopra i quali verte ancora gran parte della loro setlist – sopravvivendo poi con uscite tra il mediocre e l’orrido, con esperimenti terrificanti come il disco semiacustico.
Questo “Vivid Black” non riesce ovviamente a fare il miracolo, ripetendosi di nuovo in una manciata di brani ampiamente derivativi, datati, elementari e molto spesso di un’ingenuità che evoca tenerezza, soprattutto se si analizzano i testi.
Inutile ripetere il riferimento principale, sul quale vengono modellati gran parte dei brani che funzionano maggiormente per quanto al limite del plagio (“Die”, “I Don’t Belong to You”, “You Belong There”). Tentando qualche variazione sul tema con l’utilizzo di voci melodiche si sentono chiarissimi rimandi a Machine Head e Slipknot, ovviamente con le debite lontananze (“I’m Your Last Hope”, “The Best Of Me”), arrivando talvolta a far sanguinare realmente le orecchie (“Vivid Black”, “REM”).
Sempre inspiegabile il coinvolgimento del produttore Tue Madsen (Meshuggah, Dark Tranquillity, The Haunted), che li segue dal 2003 e anche stavolta assicura un suono tagliente ed impeccabile portando il lavoro al di sopra del dilettantismo totale. Tre decadi e nessun miglioramento sensibile significa una band senza speranza, ma in qualche modo gli Ektomorf sfuggono puntualmente ad ogni regola e quindi rieccoli qui, irremovibili, monumento alla testardaggine ed argomento di studio, abbattendo di testa ogni tipo di limite qualitativo.
In qualche realtà parallela Max è tornato nei Sepultura e Zoli è il cantante dei Soulfly, ma nemmeno lì probabilmente gli Ektomorf sono finiti nella fossa.
