EL CACO – 7

Pubblicato il 07/02/2016 da
voto
6.0
  • Band: EL CACO
  • Durata: 00:30:18
  • Disponibile dal: 15/01/2016
  • Etichetta: Indie Recordings
  • Distributore: Audioglobe

Cosa dovremmo dire agli El Caco? Più di qualcosa a voler essere pignoli, ad esempio potremmo chiedere ai tre norvegesi quando metteranno la testa a posto e capiranno bene cosa vogliono fare da grandi: i Kyuss? I Backyard Babies? I Neurosis? I W.A.S.P. che giocano ai Queens Of The Stone Age? Giunti al settimo album dal sorprendente titolo “7”, loro invece ci mandano un po’ a quel paese e si presentano con un disco che sin dall’opener “Curious” appare dedito fondamentalmente al puro piacere di attaccare il jack, chiudere la saracinesca del garage e darci dentro tra una birretta e l’altra per tutta la notte; e lì per lì glielo diciamo pure, ai ragazzi, che fanno bene: il brano è menefreghista, ha dalla sua una bella dose di tiro ed è catchy quanto basta per imprimere il ritornello nelle nostre menti dopo solo un paio di ascolti. E benché già la seconda “Sickness” torni su lande più stoner-oriented, un po’ tutto l’album si attesta sulle coordinate rock and roll scandinave che vanno a rintuzzare gente come Gluecifer, Babylon Bombs,  Turbonegro o gli Hellacopters, che a loro volta ci portavano gli omaggi di Kiss (“Ambivalent” quanto deve alla band di Paul Stanley?), Thin Lizzy ma anche un po’ i Mötley Crüe e i già citati Queens Of The Stone Age. E tra riff sleazy rock, campanacci e bassi distorti, non possiamo negare che “7” sia un disco divertente, ma – ahilui – nemmeno così tanto; sulla lunga non nasconde quel po’ di incertezza che traspare nei continui diversi riferimenti ricercati, e ascoltandolo a tavolino un po’ fatichiamo ad arrivare alla fine causa alcune dubbie scelte stilistiche (“Reach Out” e i suoi growl ci mettono un po’ a disagio) e una certa noia che risiede in certe composizioni (soprattutto verso la fine) e questo benché alcuni riff o ritornelli, come detto, restino in testa anche ben dopo aver cambiato album (“The Silver Light”, per dire). Registrato da Herbrand Larsen degli Enslaved che pure fa un buon lavoro nell’evidenziare gli aspetti più indicativi in un power trio, espressività in primis, questo full length si rivela di fatto un lavoro senza pretese che ci fa piacere ascoltare perché a noi queste attitudini e queste sonorità danno gioia, ma dobbiamo dire che le composizioni espresse dai tre di Lillestrøm fanno trasparire sin troppo il fatto di non aver ben deciso non tanto per quale squadra tifare, ma proprio quale campionato seguire. Classico esempio di band che esprime meglio se stessa sul palco che in studio di registrazione: consigliamo questo disco se avete affinità con il rock and roll festaiolo e ‘da doccia’, come disse un illuminato, e se volete avere qualcosa da inserire nella vostra playlist che inframezzi lavori più spessi e – forse – cui dedicare maggior concentrazione.

TRACKLIST

  1. Curious
  2. Sickness
  3. Ambivalent
  4. Reach Out
  5. The Silver Light
  6. In Limbo
  7. In Space All Huge Beasts Just Seem Tiny
  8. Those Possessed
2 commenti
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