ELDER – Innate Passage

Pubblicato il 21/11/2022 da
voto
7.0
  • Band: ELDER
  • Durata: 00:53:55
  • Disponibile dal: 25/11/2022
  • Etichetta:
  • Stickman Records

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A distanza di due anni dal precedente “Omens” continua il viaggio onirico di una delle band più chiacchierate degli ultimi anni, dichiaratamente ormai lanciata verso lidi che poco hanno da spartire rispetto ai primissimi dischi. Gli Elder di Nick DiSalvo e, ormai, anche di Mike Risberg, sono cambiati molto rispetto a album come “Lore”, assumendo sempre più una forma liquida e meno stoner, soprattutto grazie al disco precedente.
“Innate Passage” riprende quindi quello che avevamo già sentito in “Omens” e lo amplia a dismisura, rendendo le distanze fra ogni riff ancora più rarefatte come si intuisce da “Catastasis”, aggiungendo ancora più tastiere e trasformando ogni pezzo in una suite composta da più movimenti diversi fra loro: un approccio maggiormente analitico verso la musica che forse non farà impazzire i fan dello stoner alla vecchia maniera, ma farà sicuramente raddrizzare le antenne di chi viaggia in lidi più progressive. Molta è infatti anche la presenza della chitarra acustica che arricchisce diversi momenti della prima traccia: uno snodarsi di dieci minuti sospesi fra psichedelia e progressive che alla lontana può anche ricordare l’elettronica dei Tangerine Dream e qualcosina dei Motorpsycho. Soprattutto l’influenza dei secondi è ravvisabile in “Endless Return”, dove c’è un po’ più di chitarra elettrica e forse più inflessioni riferibili alla prima epoca del gruppo.
Questo disco vede tra l’altro anche la comparsata di Behrang Alavi, nome d’arte Samavayo, che aggiunge un tocco in più di voce alla prima e alla seconda traccia. “Coalescence” non fa altro che portare in auge ancora più psichedelia rispetto a quanto detto poco fa, pur mantenendo quella traccia rock che scandisce inesorabilmente il passare del tempo. Tempo inesorabile in grado di scandire anche il pezzo più lungo del disco: “Merged In Dreams – Ne Plus Ultra”: quasi quindici minuti di musica dove la formazione tedesco-americana non fa altro che ribadire quanto suonato finora, fra arabeschi di chitarra, note rarefatte e un ritmo incalzante che inizia ad accompagnare l’ascoltatore a partire dalla fine del secondo minuto della traccia. È inevitabile il parallelismo che si viene a questo punto a creare con tanti giganti della storia del rock più allucinato, in grado di far aumentare il senso di forte cesura del quartetto ormai di stanza a Berlino, come scrivevamo all’inizio, rispetto al passato. Mancano infatti quei momenti scanzonati che capitava di sentire su “Lore”: è avvenuta una certa metamorfosi nel giro di sette lunghi anni che ha portato verso un sound più raffinato e meno duro, facendo trovare ai musicisti la propria naturalezza nelle clean vocals e nei tappeti di tastiera arricchiti dalla chitarra acustica. Grande sfarzo anche ai cori, inseriti sempre in modo intelligente e mai troppo invasivo, così come lo sono i contrappunti di Mike e Nick, che si alternano nella creazione di arabeschi fra note distillate e riff vecchia scuola. “The Purpose” chiude un’ora di musica che farà viaggiare verso altri lidi l’ascoltatore attento, ma scontenterà molto probabilmente i fan di vecchia data, che forse speravano in un recupero delle sonorità più dure con questo nuovo disco. Sinceramente a noi piace anche questa nuova incarnazione degli Elder, ma a nostro avviso “Innate Passage” manca quel guizzo che ha reso la band grande nel corso di questi lunghi anni di trasformazione sonora.

TRACKLIST

  1. Catastasis
  2. Endless Return
  3. Coalescence
  4. Merged In Dreams – Ne Plus Ultra
  5. The Purpose
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