ELDER – Lore

Pubblicato il 02/06/2015 da
voto
8.0
  • Band: ELDER
  • Durata: 59:13
  • Disponibile dal: 27/02/2015
  • Etichetta: Stickman Records
  • Distributore: Self

Cascate psych-rock di lucentezza adamantina si mischiano a contrappunti fangosi e distorti nel terzo – già mitico – lavoro del trio bostoniano Elder. E se qualcuno avesse ancora chiaro l’eco dell’osannato “Foundations Of Burden” dei Pallbearer nel tingere le linee di questa nuova ripresa dello stoner/sludge sabbathiano e confortevole all’orecchio della nuova leva dei proseliti del riff impolverato, o se masticasse solo vinili di Sleep e Earthless, allora adesso potrebbe avere qualcosa di nuovo ed ugualmente valido da inserire nel lettore. “Lore” è infatti contraddistinto da narrazioni lunghe e dilatate, che sembrano prendere direttamente dalla tradizione dei paladini germanici Colour Haze per l’incedere psichedelico e settantiano delle composizioni, dove la voce interviene solo ogni tanto a manifestare l’intento narrativo, e dove le chitarre la fanno da padrone, ma tutto ciò è fuso con una ricercatezza di arrangiamento e di produzione che brilla proprio per la sua parallela immediatezza e semplicità. I dieci minuti di “Compendium” o della bellissima “Legend” sono quasi un manifesto a queste influenze portanti eppure così riedificate alla luce di una classe e un’enfasi vera e personale, che attinge anche da una vasta gamma di attitudini, non ultima quella del doom, dell’alternative, del post-metal, del desert rock e perfino tendenti al blues-jazz, di cui è intrisa la cultura del paladino polistrumentista Nick DiSalvo (tra l’altro solo da poco uscito anche col bellissimo “Azurite And Malachite” a nome Silver And Gold). Certamente qui in “Lore” non si stravolge di certo nessuna pista che non sia già stata scritta, ma è come se sopra questa tradizione (fortunatamente e piacevolmente) tornata in auge venisse edificato un monumento moderno: i brani scivolano via leggiadri ma sempre profondi, con una semplicità e un’imponenza parallelamente entusiasmanti, regalando momenti di catarsi psichedelica e grazia stoner. La title-track è un brano suadente che si integra perfettamente in queste coordinate, dove la voce di Nicholas DiSalvo (anche a tutte le chitarre e tastiere, fino a qualche batteria), che non brilla particolarmente né per tecnica né per capacità particolarmente personali, riesce però ad offrire anche una parte interessante dal punto di vista del pathos; un brano di un epos psichedelico monumentale che funge da colonna portante a tutta l’omogeneità del lavoro. Il terzo album degli Elder parte dall’incedere sicuramente più ruvido di “Dead Roots Stirring” del 2011 per arrivare ad un approccio più ricercato e più intricato, pur rimanendo sempre sui propri passi, come in “Deadweight”, forse la più simile al primo omonimo lavoro, soprattutto nel finale. A conclusione di questo terzo tassello discografico firmato Elder troviamo un’altra canzone culto come “Spirit At Aphelion”, capace, dopo un arpeggio sognante di pregevole fattura quasi prog anni Settanta, di inchiodare il vessillo definitivo e catartico su un ottimo lavoro, che non risente più di tanto del suo essere derivativo, ma che, come si è detto, innalza questo paradigma di genere ad una qualità e omogeneità di produzione in un lavoro impeccabile. “Lore” è il punto d’incontro delle tendenze seventies dello psych-rock, dei bassi fuzzosi, delle ritmiche da road trip desertico ed Orange impolverati, e della moderna rivisitazione dello stoner, pizzicato da sludge e doom per godere un po’ anche del rumore distorto metropolitano. Uno dei punti d’incontro più interessanti di questo 2015. Provare per credere.

TRACKLIST

  1. Compendium
  2. Legend
  3. Lore
  4. Deadweight
  5. Spirit At Aphelion
4 commenti
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