ELDER – Omens

Pubblicato il 25/04/2020 da
voto
7.5
  • Band: ELDER
  • Durata: 00:46:30
  • Disponibile dal: 24/04/2020
  • Etichetta:
  • Stickman Records

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Paladini del nuovo corso dell’heavy rock psichedelico e contaminato, gli Elder sono ormai una sicurezza discografica. Imponendosi come seguito dell’EP “Gold & Silver Session” dell’anno scorso i ragazzotti del Massachussets proseguono in quelle tonalità che – non solo nel quasi citazionistico richiamo del precedente EP – sembrano appartenere ai Baroness. Le colorate tonalità dell’evoluzione moderna della band di Baizley sono infatti parecchio assimilabili a quell’appeal sempre più affabile della band di Nick DiSalvo. Certamente il suono degli Elder non si snatura per nulla. Viene, anzi, arricchito dall’inserimento di Fabio Cuomo (Liquido di Morte e affini) al rhodes, synth, mellotron e altre amenità contigue. Notare anche l’innesto in formazione di due nuove membri, il chitarrista Michael Risberg e il batterista George Edert, che sostituiscono i due membri precedenti. Unico membro, oltre a DiSalvo, a restare è il bassista Jack Donvan.
Sotto a chi tocca, dunque, per portare ancora avanti quella mistura di progressioni psichedeliche, sempre più cangianti e ipnotiche, con “In Procession”, tipicamente connotata di ‘nuovo’, come ci si aspettava sarebbe diventata. Più moderna, ancora più affabile, produzione à la Motorpsycho (il fonico Peter Deimel è tra le righe dei più importanti contributi), e massificazione di quanto già affermato nel grandissimo “Lore” e nell’ottima prosecuzione “Reflections Of A Floating World”. Perle del nuovo discorso sono la centrale “Halcyon” (non a caso la più lunga del disco): dilatata, psichedelica, fumosa, richiamante il panorama vintage Grateful Dead tanto quello più prog inglese di certi primi Porcupine Tree più rumoristici e ispirati, con quel pizzico di colonna sonora horror anni Ottanta che tanto piace ai metallozzi; mescolato tutto con un giro storto prog di fondo ed ecco un gran pezzo Elder. Segue poi uno dei pezzi più tirati e uptempo della band, il singolo “Embers” e le trame (fin troppo esplicitamente) Anathema di “One Light Retreating” dove la voglia di tirar dritti fino alla fine serve sul piatto un altro prodotto perfettamente oliato e funzionante della band di Boston.
I brani restano ancorati al minutaggio-Elder, in una forma canzone che trova sempre nelle ultime parti le sue diramazioni più riuscite, proprio quando la band sembra ‘prendersi i suoi tempi’. Gli Elder si arroccano ancora sulle polifonie e sugli intrecci, una ricerca melodica ormai propria e aiutata dalle nuove incursioni di tastiere, ancora una volta sicuramente riuscita e in grado di abbracciare tutti i fan della band e del genere, senza intoppi e senza neanche grida di giubilio estreme. Si sa, questi son forti. E “Omens” risulta esattamente quello che si aspettava da una formazione che continua a mietere consenso. Come detto in precedenza per “Reflections Of A Floating World” un altro tripudio di magniloquenza eroica sabbathiana fuori dal tempo.

TRACKLIST

  1. Omens
  2. In Procession
  3. Halcyon
  4. Embers
  5. One Light Retreating
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