ELDER – Reflections Of A Floating World

Pubblicato il 15/08/2017 da
voto
8.0
  • Band: ELDER
  • Durata: 64:20
  • Disponibile dal: 07/06/2017
  • Etichetta: Stickman Records
  • Distributore:

C’è così tanto dietro a ukiyo, il mondo galleggiante della cultura giapponese, che vederlo richiamato nel seguito di uno degli album più riusciti degli scorsi anni, sembra quasi di per sé motivo di coinvolgimento di tutti i sensi. Ė infatti con “Reflectionss Of A Floating World” che gli Elder vogliono bissare quel mitico “Lore” del 2015 che aveva tanto entusiasmato la ripresa del filone stoner psych moderno. Senza ombra di dubbio siamo di nuovo di fronte ad un’ennesima cannonata della formazione del Massachussets,sempre  capitanata dal buon Nick DiSalvo, questa volta assurta nei crediti a quintetto (anche se in tour non è presente Michael Samos e la formazione è ora a quattro membri). Le lunghe digressioni psichedeliche e progressive degli Elder sono ancora pesanti e sinuose allo stesso tempo: ancora una volta coinvolgenti e ipnotiche nel loro doom fangoso e desertico, galleggianti e sprofondanti nel più abissale dei baratri, a cavallo tra l’impatto melodico Baroness e la fluidità espressiva e divagatoria dei Motorpsycho. Suoni come quelli che riescono a venire fuori dalla band di Boston sono difficilmente rintracciabili altrove, sia per pathos che per verve autentica, inserita in standard di generi stabiliti ma che miracolosamente riescono a svilupparsi caldi ed avvolgenti come se fosse la prima volta che venga alle orecchie il sound seventies del deserto psichedelico, amplificato dal progredire continuo e continuamente cangiante delle composizioni. Con “The Falling Veil” appare sicuramente quel lato più romantico, epico e colossale degli Elder, capace di risvegliare l’attenzione anche in un marasma di altre canzoni con le medesime coordinate di base; l’eroismo epico di “Starving Off The Truth” ci rende in grado di sorvolare sulle vocals, che continuano probabilmente a non essere all’altezza di tutto il resto (un po’ come accade anche – in misura ancora maggiore – ai Pallbearer), unendo una potenza comunicativa ad una qualità compositiva indubbia, alternando momenti strumentali quasi struggenti, degni della migliore tradizione stoner rock, arricchendoli con sentori cari anche al post-rock crescente e meditabondo, senza risultare mai fuori luogo e sempre mantenendo un’omogeneità trascinante ed ipnotica, miscelata alla potenza del riff doomeggiante e della varietà progressive. Epocali risultano poi i territori di “Blind” (dove sembrano riapparire addiritura i Rush) e dell’ultima “Thousand Hands”, condita da una quasi amplificata magniloquenza drammatica, senza risultare posticcia o fuori luogo, ma restando del tutto naturale e sentita.  Se il mondo affondasse insieme a tutto il resto di noi, questa sarebbe l’epica colonna sonora della nostra ultima lotta contro i titani che hanno smesso di sorreggerlo e lo hanno abbandonato al suo mero edonismo. “Reflections Of A Floating World” è un nuovo ascolto mozzafiato, caldo, eroico, coinvolgente e pieno di cuore desertico e impolverato, fatto di Marshall, Ampeg, fuzz e psichedelica rock’n’roll, di impatto immediato e di parallela ricercatezza. Difficile ora non credere alla caratura di questa band in continua maturazione, senza trucchi, pose o inganni, ancora una volta autrice di uno degli album più riusciti dell’anno: un tripudio di magniloquenza eroica sabbathiana fuori dal tempo.

TRACKLIST

  1. Sanctuary
  2. The Falling Veil
  3. Staving Off Truth
  4. Blind
  5. Sonntag
  6. Thousand Hands
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