ELECTRIC BOYS – Ups!de Down

Pubblicato il 08/06/2021 da
voto
7.0
  • Band: ELECTRIC BOYS
  • Durata: 00:47:21
  • Disponibile dal: 30/04/2021
  • Etichetta:
  • Mighty Music
  • Distributore: Audioglobe

Spotify non ancora disponibile

Apple Music non ancora disponibile

Gloria minore del glam/hard rock di fine anni ’80, gli svedesi Electric Boys sono una band di lungo corso, che ha imparato da tempo a non vivere di ricordi e amarcord. La reunion del 2009 non ha di certo goduto di particolari attenzioni, né possiamo dire abbiano avuto trattamento migliore i dischi che ne sono stati figli. Ed è un gran peccato, perché da “And Them Boys Done Swang” in avanti Coney Bloom e compagni non hanno sbagliato un colpo, approdando ora al settimo album, il quarto della seconda fase di carriera. È ancora una volta una pubblicazione fedele al proprio trademark, sincera, autentica, che non va in cerca della modernità a tutti i costi e, dall’altro lato, non ha alcuna intenzione di cavalcare sonorità vintage, di voler mettere in primo piano la propria aderenza a formule hard rock di altri tempi. Reduci da un album spumeggiante e adrenalinico come “The Ghost Ward Diaries”, gli Electric Boys per “Ups!de Down” si cimentano prolungatamente con sonorità riflessive e rispolverano un certo gusto psichedelico, andato un poco in disuso per loro negli ultimi anni. Di questo discorso si fa protagonista “Ups!de Down Theme”, che si permette un profluvio chitarristico in avvio, poco strutturato, quasi che la band avesse voluto dare libero sfogo a pulsioni artistiche diverse dal solito e non badasse troppo a come ricondurle al proprio usuale canovaccio. Rimane un momento isolato, ma indicativo della volontà di allungare i tempi, rilassarsi, non indulgere chissà quanto in refrain a presa rapida, scanzonati, che sono rimasti immutati nel potenziale, a dispetto dell’invecchiamento di chi li ha scritti.
Il tono un poco più calmo non assopisce comunque la creatività degli esperti scandinavi, nonostante nel suo complesso l’album non sia così inarrestabile e foriero di contagioso divertimento come altre volte nel recente passato. La prima traccia a entrare in circolo e farsi amare è “Tumblin’ Dominoes”, che vince le nostre resistenze con quel suo peculiare mix di malinconia, nostalgia e melodie sospiranti che si ritrova un po’ i tutti gli album dei Nostri e che, nella maturità, si è fatto ancora più urgente. Ottimo in questo caso il cocktail di elettrico e acustico e la coralità vocale, per una brano semplice, diretto, che va dritto al cuore. Ci vuole del talento anche per far risplendere una ballata acustica come “She Never Turns Around”, altra occasione nella quale far tracimare tonnellate di malinconia e sentimento, dando lustro al talento di storyteller di Bloom e al suo animo di rocker romantico. Vi è una sottile ossessività in questa canzone, che sa di rimpianto, assaporamento di occasioni perdute e, nel farlo, cerca di calcare la mano, imprimendo bene questo concetto nella mente di chi ascolta.
Gli Electric Boys sorridenti e inclini ai toni luminosi non sono scomparsi e si riaffacciano nella leggerezza di “Globestrutter” e “The Dudes & The Dancers”, con quest’ultima a rispolverare sonorità blues e a dare risalto a un efficace andamento strascicato, che dalla musica si sposta alle vocals e viceversa. Permane una vena nonsense, di innocente scherzo nella musica degli Electric Boys, una componente di divertimento giovanile che per fortuna non è spirata con l’età adulta: ne è testimone la scatenata “Twang ‘em & Kerrang ‘em”, bilanciata da un’altra bella immersione elettroacustica, “It’s Not The End”. “Interstellafella” ricompone le diverse anime sonore della formazione, plasmandosi attorno a intrufolamenti psichedelici, riff potenti e nuove voglie di jam senza un domani. Un solido ritorno insomma, con qualche gioiellino che permetterà a “Ups!de Down” di non farsi dimenticare troppo in fretta.

 

TRACKLIST

  1. Upside Down Theme
  2. Supergod
  3. Tumblin' Dominoes
  4. Never Again Your Slave
  5. She Never Turns Around
  6. Globestrutter
  7. The Dudes And The Dancers
  8. Twang 'em & Kerrang 'em
  9. It's Not The End
  10. Interstellafella
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.