7.0
- Band: ELIS
- Durata: 00:52:35
- Disponibile dal: 27/11/2006
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
Certo sembrerà banale e scontato, ma non possiamo proprio esimerci dall’introdurre il commento al terzo full-length degli Elis, “Griefshire”, ricordando con incredula amarezza e gelida angoscia la recente scomparsa – avvenuta l’8 luglio scorso, in seguito ad una improvvisa emorragia cerebrale – di Sabine Dünser, la voce, l’anima e l’immagine della formazione del Liechtenstein. Ventinove anni spazzati via nel giro di ventiquattro ore: se c’è qualcosa che ci può dare una mano a vedere le nostre futili preoccupazioni in maniera più positiva, sono proprio questi tragici e assurdi avvenimenti. Gli Elis, orfani quindi di Sabine, hanno dunque deciso di proseguire la loro storia, pubblicando il qui presente lavoro e mettendosi alla ricerca di una nuova cantante (o di un cantante, chi lo sa?): questo sarebbe stato il desiderio della loro amica, null’altro. La Dünser, prima di lasciarci, fece appena in tempo a terminare la registrazione delle sue parti per “Griefshire” e perciò i sentimenti che si provano all’ascolto del platter sono perlomeno un attimo surreali. Il gothic metal energico e sinfonico del combo non accenna a calare d’intensità, anzi, diventa sempre più maturo e variopinto, sebbene racchiuso nei solidi confini che delimitano il genere, ovvero: riffing spaziante tra il power ed il thrash, chitarroni densi e corposi, orchestrazioni pompose ed epiche, ritornelli molto orecchiabili e comunque sempre melodici, strofe decadenti e accattivanti. La prestazione di Sabine è più che buona, pulita e precisa, senza mai eccedere in virtuosismi ma sempre alla ricerca della melodia migliore, attimo dopo attimo; ne è fulgido esempio la bellissima opener “Tales From Heaven Or Hell”, un pezzo da manuale del gothic metal, nel quale un ottimo assolo di chitarra e i cori angelici da chiesa davvero mettono i brividi. Il resto di “Griefshire” non raggiunge l’intensità della prima traccia, ma di sicuro presenta brani di presa e stilisticamente riusciti: “Show Me The Way” e “Remember The Promise” sono probabili singoli, aventi chorus trascinanti e pop-oriented; “How Long” e “Forgotten Love” sono le due ballate di turno, entrambe ben composte; “A New Decade” e “Phoenix From The Ashes” alternano momenti tellurici a passaggi ariosi. Insomma, ce n’è un po’ per tutti i gusti! Per chi già era fan degli Elis, è quasi obbligatorio appropriarsi del ‘canto del cigno’ di Sabine; per chi ancora spera invece di trovare un gruppo gothic davvero valido, il nostro consiglio è quello di dare una chance a questi musicisti, certo fra i più capaci e volenterosi della scena.
