8.0
- Band: ELLENDE
- Durata: 00:50:29
- Disponibile dal: 02/01/2026
- Etichetta:
- AOP Records
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Attivo dal 2011 con il nome di Ellende, il musicista austriaco L. G. (Lukas Gosch) ha dato alla luce ormai diversi EP e album, tra i quali spiccano “Todbringer” del 2016 (ri-registrato nel 2024 con il titolo ” Todbringerin”) e “Ellenbogengesellschaft” del 2022, destreggiandosi tra post-black metal e blackgaze e tenendo botta anche dal vivo grazie ad una buona selezione di turnisti.
L. G., oltre che polistrumentista (nei dischi si avvale solamente del supporto di P. F. dei Karg alla batteria e di pochi ospiti selezionati), è anche attivo come pittore con lo pseudonimo Fabbringer, e si occupa in prima persone delle suggestive copertine dei suoi lavori.
“Zerfall” è la sesta uscita dell’artista di Graz e, pur non apportando modifiche sostanziali ad una formula già consolidata, ribadisce la capacità di L. G. di scrivere musica profonda e sincera.
Il disco ruota attorno alla rappresentazione della dissoluzione e della conseguente rinascita, affrontando temi esistenziali con quel linguaggio contemplativo che è tipico del suo autore; al di là di testi in tedesco non semplici da affrontare, fin dal primo ascolto si percepisce una certa uniformità a livello concettuale e di atmosfere, ottenuta attraverso l’utilizzo, al contrario, una grande quantità di soluzioni sonore e strumenti differenti: partendo da una solida base black metal, in questi nove brani troviamo chitarre che spaziano tra il classico tremolo e riff più ricercati, screaming accompagnato da voci eteree, archi, melodie tenui, blast-beat, il tutto funzionale ad una narrazione coerente e non interpretato come un mero esercizio di stile.
C’è una visione romantica e decadente che attraversa tutti i brani e che si manifesta nell’intermezzo dai tratti folk di “Wahrheit Teil I”, introdotto dal suono di un campanaccio, dalle atmosfere cinematografiche e dal giro di basso di “Zerfall”, dal violino di Klara Bachmair dei Firtan e dal lunghissimo assolo melodico in “Zeitenwende Teil I” e “Zeitenwende Teil II”, fino alla parentesi acustica e corale di “Reise”: tutti questi momenti di bellezza si congiungono a strappi fulminanti per formare una tela variopinta e complessa di sensazioni – qualcosa di simile, per intensità, a quanto fatto dagli Harakiri For The Sky, non a caso connazionali e compagni di etichetta.
La produzione è inappuntabile, pulita e cristallina tanto da permettere di distinguere ogni singola nota dei vari strumenti.
Forse “Zerfall” suona più convenzionale rispetto ad alcuni degli album precedenti, ma al contempo sfoggia una maturità ed un livello di professionalità finora solo sfiorati.
In un genere in cui è normale alzare l’asticella per rincorrere l’originalità, L. G. sceglie di puntare ‘semplicemente’ su atmosfere intense e cariche di emozioni: queste sonorità che mescolano black metal, shoegaze e post-rock gli appartengono ed è evidente come le sappia maneggiare con cura, senza seguire la moda del momento ed avvicinando il nome di Ellende a quelli ben più quotati di precursori quali i già citati Harakiri For The Sky, i Deafheaven e gli Alcest.
