ELUVEITIE – Helvetios

Pubblicato il 29/02/2012 da
voto
7.0
  • Band: ELUVEITIE
  • Durata: 00:59:12
  • Disponibile dal: 10/02/2012
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Forti di una popolarità ormai consolidata nel panorama metal europeo, e in particolare italiano, gli Eluveitie danno alle stampe il nuovo “Helvetios”. Con una formula praticamente immutata sia rispetto a quello “Slania” che nel 2008 li aveva fatti emergere, sia rispetto al mancato bis del mediocre “Everything Remains As It Never Was” del 2010, il combo svizzero partorisce un lavoro che rafforza la propria identità e il rapporto di amore/odio nei confronti dell’audience. Già, perchè gli Eluveitie o si amano – e sono in molti a farlo – o si odiano. Tutto, probabilmente, si gioca attorno ad una loro innegabile volontà di riproporre ormai da anni e, ad eccezione dell’acustico “Evocation I”, senza grossi stravolgimenti un death/folk metal melodico che risulta essere diretto, estremamente orecchiabile e sempre gradevole, ma anche soggetto a giuste critiche circa una certa staticità compositiva. Appurato quest’ultimo aspetto e sottolineato che è il difetto principale di “Helvetios”, possiamo tranquillizzare la schiera di fan che hanno fin qui seguito il gruppo. Il disco infatti appare scorrevole e contiene un buon numero di pezzi efficaci, sebbene dalle diciassette tracce qui presenti Glanzmann e soci avrebbero potuto tranquillamente scegliere le 12-13 migliori, snellendo il tutto. Circondate da un alone epico e drammatico legato alla storia degli Elvezi e alle battaglie che portarono alla loro sottomissione da parte dei romani, canzoni come l’opener “Helvetios”, “The Uprising”, “Meet The Enemy” o “The Siege” ripropongono gli stilemi di brani veloci, immediati e battaglieri di pezzi pubblicati in passato quali “Bloodstained Ground”. A differenza del sopra citato “Every Thing Remains As It Never Was”, fortunatamente i ritornelli sono più di presa e le parti folk appaiono meglio integrate ed arrangiate. Troviamo poi pezzi piu ruffiani come il midtempo “Luxtos”, dal refrain folkeggiante, molto catchy e immediato, o il singolo “A Rose For Epona”, lento melodicissimo con voce femminile che non nasconde la voglia di seguire la scia del successo di Nightwish o Within Temptation. Trattandosi di un pezzo pubblicato anticipatamente rispetto al disco, avevamo già potuto notare la presenza della stessa melodia tradizionale introduttiva di “Metropolice” dei Blood Stained Child e la performance vocale di una Anna Murphy migliorata ,ma sempre piuttosto forzata sulle parti più alte. È sempre lei la protagonista principale del midtempo all’acqua di rose “Alesia”, altro brano che, pur incentrato sulla drammatica disfatta degli Elvezi, culmina con un ritornello melodico e arioso che non faticherà a sollevare le critiche dei più tradizionalisti. Menzione a parte, infine, per “Scorched Earth”, bell’intermezzo folkloristico scritto dalla band e cantato dall’ospite Christoph Pelgen in uno stile risalente alla Britannia celtica che potremmo definire come “sciamanico” e quasi sofferto. Come detto, qualche brano superfluo alternato a quelli menzionati non manca, ma questo non pesa più di tanto sul giudizio complessivo di “Helvetios”: un disco che con i suoi pregi e difetti appagherà i fan della band.

TRACKLIST

  1. Prologue
  2. Helvetios
  3. Luxtos
  4. Home
  5. Santonian Shores
  6. Scorched Earth
  7. Meet the Enemy
  8. Neverland
  9. A Rose For Epona
  10. Havoc
  11. The Uprising
  12. Hope
  13. The Siege
  14. Alesia
  15. Tullianum
  16. Uxellodunon
  17. Epilogue
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