EMETH – Telesis

Pubblicato il 22/09/2008 da
voto
7.0
  • Band: EMETH
  • Durata: 00:41:11
  • Disponibile dal: 04/04/2008
  • Etichetta: Brutal Bands
  • Distributore: Masterpiece

Gli Emeth sono una band belga di belle speranze che, partita anni orsono come una formazione meramente brutal death, ha, album dopo album, affinato il proprio sound, giungendo con questo “Telesis” ad un buon grado di maturità. D’altra parte i nomi coinvolti non saranno di quelli altisonanti ma è tutta gente che vanta collaborazioni importanti: Matty Dupont ad esempio ha suonato con Aborted ed Agathocles, Valery Bottin con gli In-Quest ed il fenomenale bassista Erlend Caspersen vanta crediti con Blood Red Throne, Decrepit Birth, Deeds Of Flesh e Vile. Il sound dei nostri è rimasto votato al brutal death ma, col tempo i ragazzi hanno sgrezzato la loro proposta rendendola maggiormente tecnica, complessa ed in alcuni frangenti anche melodica. Soprattutto però gli Emeth ora sono più moderni ed attuali, avendo inserito degli elementi prettamente core nel loro sound. Nonostante ciò però riescono a rimanere lontani dal movimento metalcore e deathcore, andando a ritagliarsi una fetta di mercato più vicina al death tecnico e brutale. Di veri e propri filler in “Telesis” non ve ne sono, anche se alcune tracce brillano più di altre. Il trittico iniziale composto da “Silence Goes Unheard”, “Anochi Kofer” e “Telesis” fa letteralmente saltare dalla sedia, grazie ad uno sfoggio di tecnica mostruoso ma mai fine a sé stesso, anzi utilissimo alla costruzione dei brani. Si passa da momenti dove il basso arriva a vette toccate solo dagli Atheist fino ad assalti frontali mutuati dagli immancabili Slayer. Il masterpiece del lavoro è però “Folly And Weakness”, con un cantato dalla cadenza quasi crossover ed un lavoro chitarristico pazzesco, che, amalgamato con la sezione ritmica precisa e potente, potrà far felici anche gli amanti degli Slipknot più death-oriented (quelli di “Iowa” per intenderci). L’ultimo brano davvero ottimo è “Will To Power”, preceduto da una sorta di intro tutto sommato trascurabile (“Aquarius”). Qui gli Emeth non fanno prigionieri e pestano durissimo, soprattutto ritmicamente parlando. Il resto delle composizioni segue più o meno gli stessi canoni compositivi ma si colloca ad un livello qualitativo inferiore. Detto anche di una produzione piuttosto buona e di un artwork ottimamente eseguito, non ci resta che consigliare “Telesis” ai fanatici della musica estrema tecnica ed intelligente ma che non perde un’oncia della propria pesantezza.

TRACKLIST

  1. Silence Goes Unheard
  2. Anochi Kofer
  3. Telesis
  4. SoulStorming Echoes
  5. Folly And Weakness
  6. Monolith
  7. Existence Beyond Being
  8. The Doer Alone Learneth
  9. Aquarian
  10. Will To Power
  11. Aum
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