7.0
- Band: EMIL BULLS
- Durata: 00:51:55
- Disponibile dal: 25/09/2009
- Etichetta:
- Drakkar Records
- Distributore: Audioglobe
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Gli Emil Bulls sono un gruppo tedesco presente già da vari anni sulla scena, l’anno di formazione è il 1995 e hanno dato alle stampe già vari album, di cui "Phoenix" è il settimo capitolo. Le loro coordinate stilistiche sono di quelle che faranno storcere il naso ai puristi del metal più duro, visto che a tratti si fa quasi fatica a considerarli una band propriamente metal. Siamo infatti alle prese con sonorità che si trovano a metà strada tra gli Atreyu di "The Curse" e i Raunchy, quindi diciamo una sorta di rock/metal alternativo con riff di scuola metalcore a farla da padrone e qualche stacco mosh giusto per scatenare un po’ di sbracciamenti sotto al palco, ritornelli orecchiabilissimi, quasi sfacciati nella loro facilità e immediatezza. Alcune canzoni le si vedrebbe adatte a girare su qualche canale televisivo o alla radio ("The Architects Of My Apocalypse" o "Triumph And Disaster", ad esempio). Se da un lato, come si diceva, per qualcuno questo potrebbe presentare un "problema", gli ascoltatori amanti di questo tipo di sonorità, avranno tutto sommato di che goderne. Va detto infatti che i nostri nutrono di un certo gusto nel proporre ciò che fanno, le tracce sono piacevoli, non ridondanti, tutto sommato nemmeno troppo ripetitive (certo, lo schema bene o male è sempre quello, ma le canzoni hanno una loro identità propria). Se si dovesse andare alla ricerca di difetti oggettivi, quindi cercando di scindere il gusto personale, diremmo che ad oggi, da un gruppo sulla scena da più di un decennio, ci si aspetterebbe un po’ di personalità in più. Certe soluzioni infatti suonano parecchio di già sentito da mille altre band e abbastanza poco propriamente di Emil Bulls. Forse è anche per questo motivo che ad oggi un gruppo del genere, nonostante la lunga carriera, non ha ancora raggiunto il livello di notorietà che probabilmente si aspetta. Tirando le somme, "Phoenix" è un ascolto piacevole per gli amanti del genere, per contro è una sorta di acqua santa per i diavoli che preferiscono spaccarsi i timpani con sonorità più aggressive. A voi la scelta.
