6.5
- Band: EMINENCE
- Durata: 00:38:12
- Disponibile dal: /04/2008
- Etichetta:
- Locomotive Music
- Distributore: Frontiers
Gli Eminence non sono più “il nuovo gruppo dell’ex Sepultura Jairo Guedz”. Il chitarrista ha lasciato la band un paio di anni fa per motivi personali. E, di conseguenza, gli Eminence non sono nemmeno più lo stesso gruppo che incise il violentissimo “Humanology”. A quattro anni di distanza dalla pubblicazione di quest’ultimo lavoro, il quartetto si ripresenta infatti sul mercato con un sound rinnovato, forse frutto anche della collaborazione con il celebre produttore danese Tue Madsen. Nonostante la base del sound dei nostri sia sempre un thrash-core riconducibile a quanto fatto dai Sepultura in varie fasi della loro carriera (si sentono omaggi a “Beneath The Remains” così come a “Roots”), la band oggi si avvale di una produzione decisamente moderna e fa un uso piuttosto largo di clean vocals e tastiere, elementi, questi ultimi, che rimandano direttamente a formazioni danesi come Mnemic e Raunchy. Non abbiamo perciò più a che fare con un continuo attacco all’arma bianca: gli Eminence hanno voluto aggiornarsi e realizzare un disco di gran lunga più accessibile e variegato dei precedenti. I risultati però sono un po’ incostanti: a volte il pulito funziona ed effettivamente spezza con efficacia l’andatura del brano, in altre si dimostra invece un po’ forzato e inconcludente, anche perchè il timbro di Wallace Parreiras non è esattamente strepitoso. Comunque, quando i nostri spingono sull’acceleratore, continuano a dare soddisfazioni… basta ascoltare “Devil’s Boulevard”, la parte centrale di “Undermind” o “Written In Dust” per farsi un’idea. In definitiva, preferivamo gli Eminence più schietti di qualche anno fa, tuttavia anche questo “The God Of All Mistakes” ha qualità e diversi buoni pezzi. Se le moderne tendenze del metal non vi dispiacciono, consigliamo l’ascolto.
