EMPEROR – In The Nightside Eclipse

Pubblicato il 21/01/2011 da
voto
10.0
  • Band: EMPEROR
  • Durata: 00:48:29
  • Disponibile dal: 21/02/1994
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore:

La storia degli Emperor è un po’ la storia del black metal norvegese. Corre l’anno 1993 quando due giovanissimi Ihsahn e Samoth, cementato il loro connubio musicale nei Thou Shalt Suffer, decidono di dar via agli Emperor reclutando Tchort (poi Carpathian Forest e Blood Red Throne) al basso, Bard Faust alla batteria e godendo del contributo dell’oscuro Mortiis (che scapperà in Svezia al sorgere dei problemi del gruppo con la giustizia) per la scrittura di pezzi e testi. Sono gli Emperor, e il loro demo “Wrath Of The Tyrants” attira subito l’attenzione della Candlelight Records. Il loro split album con gli Enslaved, band mai sfiorata dalla cronaca nera, scuote l’ambiente: il black metal norvegese sta scrivendo parte della storia del genere. L’anno seguente esce, in un contesto musicale locale che narra di chiese bruciate (Samoth), omosessuali uccisi (Faust), un album che passa alla storia. “In The Nightside Eclipse” è perfetto nell’incastonare tutti gli elementi che lo rendono immortale, a cominciare dalla caotica produzione che, crediamo involontariamente, celebra la potenza della sezione ritmica ma esalta la freddezza delle ambientazioni, oscuri e splendidi sentieri musicali, disegnati dalle tastiere dominanti (una novità all’epoca) e perfettamente riprodotti in copertina dal genio artistico di Kristian Wåhlin alias Necrolord. Prodotto da Erik Pytten nei mitici Grieghallen studio, luogo che ha forgiato i capolavori norvegesi del genere, l’album fonde quanto di più sinistro si possa concepire musicalmente, concedendo notevoli spunti melodici che trapassano epicità, assurgendo al alte vette in fierezza e maestosità. Ihsan soffoca la sua voce rendendola innaturale ma è anche fine narratore; il riffing è selvaggio quando c’è da essere bui per esaltare la violenza anche grazie alla rude la batteria, molto tambureggiante. Il basso, come tutti gli album black metal di quelle annate, è assente. Tutto è perfetto : gli otto minuti iniziali di “Into the Infinity of Thoughts” (brano summa dell’intero lavoro), le ottime articolazioni di “Cosmic Keys to My Creations and Times” (brano ripreso dal demo), la freddezza e l’oscurità dominante delle tastiere di “Beyond The Great Vast Forest” (brano dal finale carico di pathos), la violenza di “Towards the Pantheon”, perfetta nell’alternare violenza a epicità. E poi, ancora, l’orrore che permea da “The Majesty of the Night Sky”, violenta nel suo incedere, nel suo atterrire l’ascoltatore fin dagli esordi prima del duo finale, “I Am The Black Wizards”, oscura con tributo alle influenze thrash metal, e “Inno A Satana”, ode di facile interpretazione e che diviene immediatamente il classico di chiusura dei loro concerti, tale è il trasporto emotivo che genera. “In The Nightside Eclipse” è la colonna sonora di un mondo fantasy popolato da creature soprannaturali, diaboliche, maligne. Occorre un animo sognante per vivere un’esperienza inebriante di battaglie immaginarie, paesaggi irreali e oscuri disegni mentali, rigorosamente senza la possibilità che né luci né speranza arrivino per permettere la redenzione. Questa è l’opera magna del black metal norvegese, nulla può far sorgere il sole su questa eclisse. L’album riesce nel 1999, in versione ri-masterizzata contenente due cover, precisamente le versioni di “A Fine Day To Die” (strepitosa) dei Bathory e “Gypsy” dei Mercyful Fate.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Into the Infinity of Thoughts
  3. The Burning Shadows of Silence
  4. Cosmic Keys to My Creations and Times
  5. Beyond the Great Vast Forest
  6. Towards the Pantheon
  7. The Majesty of the Night Sky
  8. I Am the Black Wizards
  9. Inno a Satana
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