EMPEROR – Prometheus – The Discipline Of Fire & Demise

Pubblicato il 25/09/2001 da
voto
8.0
  • Band: EMPEROR
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2001
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

L’epitaffio di una grande band. “Prometheus…” è l’ultima parola che uscirà dalla bocca dell’entità Emperor; è una parola che pesa, come se fosse un monito, una sorta di totem di sfida che invita a chi verrà dopo a fare meglio. Non sarà facile, ve lo assicuro, confrontarsi con una formazione che è già culto, una carriera a testa alta che si chiude prima di diventare ridicola (MayheM, siete in ascolto o state registrando un altro live?). Un album che richiama alla mente quanto di bello fatto dagli Emperor in passato e lo rispolvera, lo tira a lucido, lo amalgama a splendide nuove influenze; nove pezzi dal valore musicale strepitoso e dall’ancor più scintillante levatura concettuale. In bella evidenza troviamo una propensione sorprendentemente esaudita a miscelare epico ed avanguardistico senza perdere nemmeno per un secondo un equilibrio tanto sublime quanto delicato. C’è, d’altra parte, un rispetto tangibile per la tradizione metal, una devozione “da defender” per i riff potenti ed affilati, per la batteria schiacciasassi e per le voci urlate. Eppure tutto assume un dinamismo che rende coerenti le influenze più diverse, una spietata vocazione alla raffinatezza, quasi una serie di ceselli, per esempio, i riffs di “The Eruption”, un assalto black metal senza freni la debordante “In The Wordless Chamber”. Voci pulite che ricordano gli Arcturus di “Aspera Hiems Symphonia”, progressivismi strabilianti e mai stucchevoli. Grandi, grandissime le prove individuali dei tre, ma mi rendo conto che questo è poco più di un dettaglio al cospetto di una REALTA’ così clamorosamente tangibile come questo disco.
Un album che in parte è destinato a riscrivere la rotta del metal più intelligente ed evoluto, un album che balza tra le avanguardie ed insieme a loro detta la strada da seguire. Probabilmente per gli Emperor era il momento giusto per fermarsi, ma è lecito chiedersi a cosa sarebbero potuti arrivare. Senza scuse, un disco imperdibile anche solo per le idee espresse, aggiungeteci che è l’ultimo…

TRACKLIST

  1. The Eruption
  2. Depraved
  3. Empty
  4. The Prophet
  5. The Tongue Of Fire
  6. In The Wordless Chamber
  7. Grey
  8. He Who Sought The Fire
  9. Thorns On My Grave
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