EMPTINESS – Error

Pubblicato il 17/07/2012 da
voto
8.5
  • Band: EMPTINESS
  • Durata: 00:38:34
  • Disponibile dal: 22/05/2012
  • Etichetta: Dark Descent
  • Distributore:

Signore e signori inchinatevi di fronte alla opprimente grandezza di questo album death metal mostruoso e futuristico. Non ci troviamo solo davanti ad un lavoro extreme metal strabiliante per tutta una serie di motivi che a breve vi spiegheremo, ma siamo soprattuto di fronte ad una piccola rivoluzione, ad un ridifenimento di tutto un corollario di regole e logiche deal black-death una volta del tutto sensate e pertinenti, che oggi i belgi Emptiness ci hanno d’un tratto svelato come fallate e contingenti, e che hanno spazzato via con giusto due riff di chitarra. Questa band ci ha chiaramente fatto capire che si poteva, e si doveva far di meglio, che si poteva andare oltre, e loro lo hanno fatto. Il primo concetto da chiarire su questo stravolgente terzo album (inquantificabile il gap con i primi due, qualitativamente lontantissimi lavori) della band belga è che questi quattro folli hanno pensato l’impensabile e realizzato l’irrealizzabile: hanno fuso il death metal e il black metal con il noise rock. Qualcuno prima di loro si era spinto a tanto? No, ecco fatto, la prima novità allucinante introdotta dal quartetto belga è presto svelata. Si parte dall’irrinunciabile sound del conterraneo death metal beneluxiano, ovvero quello marcio ma rigonfio di fierezza e magniloquenza degli Asphix e dei Gorefest. La linealogia è dunque quella di un death metal cadenzato e opprimente ma molto groovy, e non quella del death più tecnico, tagliente e caotico delle scuole scandinave e americane. Già per questa riproposizione di una grande scuola del death metal ormai purtroppo quasi completamente caduta in disgrazia e dimenticata, questi quattro pazzi meritano un rispetto infinito, poichè ne hanno sapientemente riproposto la più pura essenza, riattualizzandola e non semplicemente riciclandola. Il secondo ingrediente che va a forgiare il sound stupefacente e inaudito dei Nostri è l’uso esaltante che viene fatto del (post) crust inglese, lo stesso che ha dato i natali ai Napalm Death prima e ai Godflesh (“Dissolution”) e ai Fudge Tunnel (“Not Enough”) poi. Soprattutto queste ultime due band sembrano aver apportato un contributo non indifferente alla materializzazione del suono surreale dei Nostri, i Godflesh in particolare. Il suono di chitarra tutto Fender e ribassatissimo degli Emptiness fa venire in mente immediatamente “Streatcleaner” e la sua magniloquente cacofonia di chitarroni giganteschi avvolti in una nube di dissonanze e ronzii di ogni sorta (“No Earth”). Ma la verità nuda e cruda che questo lavoro impone alle nostre orecchie è che si potrebbe dissezionare il sound di questa band all’infinito e addentrarsi nei suoi labirintici meandri sonici senza mai venirne a capo, tanto sembrano essere variegate, minuziose e particolari le influenze e la miriade sterminata di spunti dal quale la band attinge per creare il suo immondo muro di rumore. Non passa molto prima che ci accorgiamo che i Nostri sono andati veramente oltre e che hanno cominciato a smisticare con il noise rock e ad avvolgere il loro intero impianto sonoro in un ronzio raccappricciante. Incredibile ma vero. Basta ascoltare l’altissima ingegneria sonica di “It And I” e “Deafer” per rendersi conto che ci si sentono dentro i Big Black, quanto i Killing Joke  e i Die Kreuzen o i Butthole Surfers , e successivamente si va addirittura oltre fino ad arrivare agli Skullflower di “IIIrd Gatekeeper” (“Nothing”), ai Grey Daturas e ai Subaranchnoid Space (“Low”). Tutto questo surreale e impossibile sfarzo di generi, influenze e rimandi diversi viene poi amalgamato e nitidizzato dagli Emptiness in maniera stupefacente, e sembra essere il frutto di un distillato perfetto in cui la materia prima è accennata con furbizia estrema ma mai riproposta integralmente, e il risultato finale appare dunque come un prodotto tutto nuovo, indipendente e completamente sui generis. Il groove dilaniante e apocalittico della  title-track per esempio, evoca scenari inimmaginabili e nefasti: gli Amebix e i primi Morbid Angel fusi insieme in un nuovo e  innominabile abominio metallico. Anche l’assolo di chitarra finale fa drizzare i peli sul collo per quanto è glaciale, sofisticato e chirurgico, e fa venire una gran nostalgia di Trey Azagthoth nei suoi deliri di gioventù. E in fine la colla usata dalla band per compiere questa pazzesca alchimia è il black metal, che i Nostri usano in dosi massiccie in tutto il disco senza però svelarne mai in maniera ovvia il peso che a questo viene attribuito. In questo gli Emptiness raggiungono le sfasatissime vette di follia dei Portal, altra band nella  quale ogni confine musicale sembra sfocato e trasposto ad un livello tutto nuovo, rivitalizzato in una nuova logica ed estetica estrema inaudita e inclassificabile. Nominate un disco in cui l’ambiguità sonora viene sfruttata da una band come punto di forza invece che esserne compromesso come una debolezza. Non esiste, e questo non fa che rendere gli Emptiness ancora più strabilianti. Si potrebbe andare avanti per ore a tentare di “catturare” con le parole il sound e lo stile inaudito di questa band, ma la cruda realtà è che questi quattro pazzi sono andati troppo oltre per lasciarci degli appigli descrittivi. Sappiate soltanto che “Error” è uno dei dischi death metal dal suono più originale e folle mai sentiti, che il songwriting e la creatività di cui dispone lasciano assolutamente basiti e che l’intero album è dotato di una profondità e di un intelletto inenumerabile che lo rende un lavoro profondamente epico e immersivo. Disco praticamente già candidato ad essere il miglior album death metal del 2012.

TRACKLIST

  1. Deafer
  2. Error
  3. It and I
  4. Worst
  5. Dissolution
  6. Not Enough
  7. Low
  8. Nothing
  9. No Earth
15 commenti
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