EMPYRIOS – Zion

Pubblicato il 18/06/2013 da
voto
8.0
  • Band: EMPYRIOS
  • Durata: 00:52:16
  • Disponibile dal: 23/04/2013
  • Etichetta:
  • Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

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Mancavano all’appello da ben cinque anni, almeno per quanto riguarda le pubblicazioni da studio, i nostrani Empyrios, combo riminese che già in passato ci aveva ben impressionato con i primi suoi due lavori, “And The Rest Is Silence” e soprattutto “The Glorious Sickness”, entrambi forti di una perizia strumentale impressionante, talvolta non perfettamente messa al servizio della piena funzionalità di un prodotto anche accattivante. Insomma, un complesso giro di parole per stare a significare ‘bravissimi ma un po’ ostici da digerire appieno’. Tutto ciò rappresentava una parte del nostro giudizio sulla band romagnola – che, ricordiamo, vede nelle proprie fila l’ottimo chitarrista e producer Simone Mularoni (DGM), il bassista Simone ‘Sym’ Bertozzi (The Modern Age Slavery), il drummer Dario Ciccioni (Empty Tremor) ed il virtuoso vocalist Silvio Mancini – fino a pochissimo tempo fa, ovvero fino a quando non abbiamo posato le nostre ignare orecchie sul nuovo album qui presente, l’inoppugnabile “Zion”. Gli Empyrios non hanno per nulla rivoluzionato il suono, in quanto sempre di progressive technical thrash metal si tratta, però hanno limato, smussato e addolcito qualche asperità di sound, indurendone altre e soprattutto dando una bella spolverata di modernità al tutto, inserendo in songwriting richiami al metal-core e arrangiamenti elettronici quanto mai attuali e tamarri, addirittura associabili in toto alla dubstep, che però hanno il magico potere di non snaturare affatto l’approccio aggressivo e comunque ‘di vecchio stampo’ che i ragazzi dimostrano di avere sull’album e che hanno dimostrato di preferire in passato. Un orecchio ai tempi moderni, quindi, con anche una cospicua sterzata verso ritmiche on-djent-ggianti e ritornelli ariosi e molto melodici, quasi à la Killswitch Engage meets Tesseract, per capirci, interpretati alla grande da un Mancini praticamente perfetto e inattaccabile da critiche. E poi un orecchio al passato e al passato stesso della band, con una pioggia di assoli gradevolissimi e mai strabordanti, i ‘soliti’ richiami agli immortali Nevermore e Meshuggah e in generale dando nota di una maturazione piena e completa che ha fatto quadrare benissimo il cerchio. La tracklist si presenta molto compatta e senza troppe divagazioni: undici tracce fatte e finite, nessun intro o outro, nessun intermezzo acustico, nessun brano strumentale; solo un manipolo di pezzi strutturalmente regolari, ovvero dotati di chiara forma-canzone, che si elevano per qualità, intensità, potenza ed estrema bellezza, ingigantiti dalla produzione-monstre proprio di Simone Mularoni, vera arma in più per puntare ad un mercato di prestigio internazionale. Dopo due prove buone ma che lasciavano sempre un amaro sapore in bocca, ecco finalmente gli Empyrios sbocciare in tutta la loro possanza ed il loro mestiere. “Zion” è un disco che dà la polvere ad una grossa fetta di concorrenza estera. Non perdete tempo a cercare la nuova extreme progressive sensation dell’anno fuori dallo Stivale, in quanto ce l’abbiamo proprio qui fra noi! Da avere assolutamente!

TRACKLIST

  1. Nescience
  2. Domino
  3. Masters
  4. Reverie
  5. Unplugged
  6. Renovation
  7. Wormhole
  8. Square One
  9. Zion
  10. Blackmail
  11. Madman
2 commenti
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