EMPYRIUM – Weiland

Pubblicato il 03/09/2002 da
voto
8
  • Band: EMPYRIUM
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore: Audioglobe

Quante volte vi siete chiesti con rammarico perchè certe opere o poesie non abbiano una ‘colonna sonora’ per assumere una dimensione maggiore? Finalmente esiste una risposta: Empyrium! La band tedesca di Theodor S., giunta al quarto capolavoro, continua nella tradizione musicale acustica già intrapresa nel precedente “Where At Night The Wood Grouse Plays”. L’edizione di questo “Weiland” è a dir poco eccelsa: 3 cd (per un totale di 60 minuti circa) con una serigrafia spettacolare ed un elegantissimo libretto (contenente testi in lingua tedesca) che anticipa una dimensione musicale crepuscolare e notturna. ‘Colonna sonora’, dicevamo, di emozioni custodite gelosamente nell’animo che, attratte dai flebili raggi di luna, prendono forma e si realizzano. Tutto diviene una mesta elegia di un animo turbato, triste: un viaggio nella notte del nostro cuore. La solennità e l’atmosfera create da chitarre acustiche, flauto e strumenti ad arco sono veramente impareggiabili; l’aura più cupa del gruppo può ricordare i Sopor Aeternus del primo periodo, la loro più soffusa epicità è invece accostabile alla pietra miliare “Kveldssanger” degli Ulver. Ma quale poesia nasce (o fa nascere) questo “Weiland”? Gli Empyrium amano la Natura nel senso più genuino e ‘romantico’ del termine, tanto da dedicarle la loro prima fatica “A Wintersunset…” (controllate di averlo tra i vostri cd!), ma il gruppo celebra anche il conterraneo Goethe con una citazione: ecco che il ‘perimetro culturale’ entro il quale la band si muove – e di cui la musica è specchio fedele – è tracciato. Come conciliano, gli Empyrium, la visione di Goethe con la loro ‘ode alla Natura’? Goethe opponeva al Romanticismo una salda fede nell’ordine e nella misura, ma egli è anche l’autore delle “Affinità Elettive” e, come nella sua opera, gli Empyrium (forse) riversano nella loro creatura (“Weiland”) ciò che essi desiderano realmente: l’unione perfetta tra Uomo e Natura. Ecco quindi che, come in Keats nella sua “Ode To A Nightingale”, la musica della band simboleggia l’eternità, l’evasione dal mondo del divenire e del disfacimento: la sublimazione del rapporto tra arte, morte e vita. Empyrium: musica in cui la nostra vita, per alcuni istanti, può tramutarsi in poesia…

TRACKLIST

  1. Kein Hirtenfeuer Glimmt Mehr
  2. Heimwarts
  3. Nebel
  4. Fortgang
  5. A Cappella
  6. Nachhall
  7. Waldpoesie
  8. Die Schwane Im Schilf
  9. Am Wasserfall
  10. Fossegrim
  11. Der Nix
  12. Das Blau-Tristallne Kammerlein
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