EN DECLIN – A Possible Human Drift Scenario

Pubblicato il 25/09/2019 da
voto
7.5
  • Band: EN DECLIN
  • Durata: 00:48:21
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

Abbiamo seguito con interesse, nel corso degli anni, la carriera degli En Declin, fin dal loro debutto per My Kingdom Music, con l’album “Trama” (2005). La musica della formazione romana, infatti, riusciva toccare corde profonde, emozionali: un velo intrecciato, in cui gli strumenti si univano in un flusso di coscienza difficile da inquadrare, ma nel quale era semplicemente bello immergersi, a fluttuare, trascinati dalla corrente. Il disco successivo, “Domino / Consequence” (2009), ha confermato quanto di buono visto fino a quel momento, consolidando il sound della band ed ampliandolo con una rinnovata musicalità, più ariosa e dinamica. Da quel momento, però, gli En Declin sono scomparsi dal mondo discografico, lottando per trovare un modo per continuare il loro percorso artistico. Dopo aver provato a rinnovare la line-up, il nucleo della band – composto da Andrea Aschi (chitarra) Marco Campioni (batteria, programmazione) e Maurizio Tavani (voce) – decide di continuare per conto proprio, andando all’essenziale e riorganizzando il proprio sound intorno al nuovo assetto.
Arriviamo, così, a “A Possible Human Drift Scenario”, un lavoro che, pur arrivando a distanza di dieci anni dal suo predecessore, si incastra in maniera naturale nel percorso artistico della band. Ancora musica emotiva, avvolgente, che lavora più sulle atmosfere che sull’immediatezza. Con approccio quasi impressionista, i tre tracciano pennellate di colore con i propri strumenti, senza seguire un disegno prestabilito, interessati più alla trama (eccola di nuovo) che non alle linee melodiche ben definite.
Lo stile degli En Declin raccoglie l’eredità del suo passato, che guardava a formazioni come Anathema e Klimt 1918; approfondisce le influenze provenienti da A Perfect Circle e Puscifer (“Caronte” ne è il perfetto esempio) e aggiunge anche qualche reminiscenza elettronica à la Massive Attack. Il risultato convince ancora una volta nel suo insieme, perché gli En Declin non sfornano hit, ma dipingono scenari, come giustamente suggerisce il titolo. L’unico appunto che ci sentiamo di segnalare è legato alle linee vocali, che spesso sono talmente immerse nel tessuto sonoro da non riuscire ad emergere. Questa scelta, perché siamo convinti che di scelta si tratti, favorisce certamente quel senso di astrazione che contraddistingue la musica degli En Declin, tuttavia toglie all’ascoltatore un appiglio importante, un sentiero che permetta di ammirare il paesaggio senza per questo sentirsi smarriti o privi di orientamento.
Un ultimo cenno, infine, è doveroso per la cover di “Another Day In Paradise” di Phil Collins, un altro brano storico che si aggiunge alla bella rilettura di “While My Guitar Gently Weeps” dei Beatles presente in “Domino / Consequence”. Gli En Declin riarrangiano in maniera marcata la composizione di Collins, spogliandola della sua patina pop e puntando su una versione malinconica, a tratti desolata, con la linea melodica che si fa addirittura dissonante in certi casi. Un po’ spiazzante, lo ammettiamo, ma indubbiamente particolare e coraggiosa. Un motivo in più, nel caso ce ne fosse bisogno, per stuzzicare la curiosità dell’ascoltatore, che ci auguriamo possa dare una chance agli En Declin, ascoltando questo sofferto nuovo capitolo e, perché no, recuperando anche i due ottimi capitoli precedenti.

TRACKLIST

  1. It's Time To Give It The Boot
  2. The Becoming
  3. Gea
  4. Caronte
  5. Undressed
  6. Mr. Lamb
  7. Das Eismeer
  8. The Average Man
  9. Social Legal Limbo
  10. Another Day In Paradise
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