ENCHANT – The Great Divide

Pubblicato il 11/10/2014 da
voto
7.0
  • Band: ENCHANT
  • Durata: 00:55:42
  • Disponibile dal: 29/09/2014
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: EMI

Dopo più di una decade di assenza, non ci aspettavamo di sicuro altre notizie da parte degli Enchant. La cosa ci dispiaceva anche, considerato che alcuni lavori della band tra cui l’ottimo “Blink Of An Eye” ci erano piaciuti molto; ma l’ultimo album pubblicato dalla prog band proveniente dalla Bay Area era di fatto targato 2003 e ad esso era seguito soltanto un lungo silenzio. Un silenzio peraltro foriero di cattivi auspici, considerando che tutto sommato era monolaterale da parte della band; i suoi membri invece, chi più e chi meno, si erano in questi anni tutti impegnati con altri progetti (ricordiamo il cantante Ted Leonard negli Affector e nei Though Chamber, insieme col bassista Jenkins), e la qual cosa che faceva pensare che l’ interesse verso un nuovo disco degli Enchant fosse di fatto basso. Ci coglie quindi di sorpresa la decisione di questa sorta di reunion e abbiamo di conseguenza accolto il disco con una certa curiosità. Nel bene o nel male vi diciamo subito che siamo qui a parlare di un buon album, che riprende quasi al 90% le redini del sound di dieci anni fa, apportando poche se non nessuna modifica. Nonostante un respiro forse un po’ più ampio rispetto all’ultimo “Tug Of War”, questo “The Great Divide” ne condivide comunque tratti e caratteristiche, assestandosi sotto il segno della continuità. Troviamo sempre del progressive metal di chiara matrice Dream Theater sporcato da tracce sonore che vanno dal prog rock di Genesis e Yes fino ai Rush; a completare questa base ci sono ancora sia la chitarra tagliente di Doug Ott, sempre brava a sottolineare le varie parti strumentali che la voce acuta di Leonard, mai quanto questa volta accordata sulle tonalità di Geddy Lee. Ovviamente, l’achimia tra questi elementi era buona già in partenza, e dieci anni di silenzio non sono riusciti a depositatare muffa o ruggine su ingranaggi ancora ben oliati: il risultato è quindi un disco ancora una volta molto piacevole, forte appunto di una buona sintonia tra le varie parti. Apre il disco la lunga “Circles”, brano non d’impatto ma dalle buone melodie, che ha il pregio di fissarsi relativamente bene in testa pur senza colpirci in maniera particolare. Il riff portante di “Within An Inch” ci stupisce di più, pur rimanendo nei limiti del seminato della band, e nella sua struttura imprevedibile si rivela trai pezzi che preferiamo. La title-track “The Great Divide” si rivela come il brano più lungo del lotto (e anche della carriera), ma anche qui gli Enchant riescono con passaggi ben congegnati a mantenere salda la nostra attenzione, cosa che però non succede nella finale “Here And Now”, invero un po’ noiosa. Ma con la breve “All Mixed Up” a fare da intermezzo e le più sostenute “Life In A Shadow” e “Deserve To Feel” ad alzare un po’ i ritmi di un album prevalentemente lento, i nostri riescono comunque a chiudere il cerchio di un disco certamente carino, ma che non fa ‘il buco’ che ci saremmo aspettati dopo dieci anni di assenza. Come si è gia detto, ciò che troviamo in “The Great Divide” sono elementi che i fan conoscevano di già… siamo quindi davanti al solito bivio: chi voleva un ritorno sullo stile dei vecchi dischi sarà ben felice, chi si aspettava invece qualche novità o un improbabile cambio di rotta rimarrà invece deluso. Dal canto nostro non nascondiamo mai di essere dei gran nostalgici, quindi abbiamo apprezzato la continuità che il songwriting di Ott ha dato a questo prodotto e siamo stati felici di comprarlo, posizionandolo senza problemi accanto a “Blink of An Eye” e “Tug Of War”.

TRACKLIST

  1. Circles
  2. Within An Inch
  3. The Great Divide
  4. All Mixed Up
  5. Transparent Man
  6. Life In A Shadow
  7. Deserve To Feel
  8. Here And Now
1 commento
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