ENCIRCLING SEA – A Forgotten Land

Pubblicato il 17/02/2013 da
voto
7.0
  • Band: ENCIRCLING SEA
  • Durata: 01:08:01
  • Disponibile dal: 02/01/2013
  • Etichetta: Replenish Records
  • Distributore:

Che in Oceania, e in Australia in particolar modo, arrivino proposte heavy a dir poco particolari, quello si sa. Basta guardare ai vari Portal, Striborg, Stargazer, Midnight Odyssey, Alchemist, Ulcerate e così via. Sembra che lì facciano le cose a modo, ma che alla fine aggiungano sempre quel tocco di personalità praticamente “geografica”, ovvero tipica del luogo. Quell’ultima pennellata di inimitabile originalità che alla fine, come una sorta di marchio di qualità D.O.C.,  dona alle band australiane e neozelandesi quel luccichio che le distingue da tutto il resto. Sarà l’isolamento geografico, i confini non molto permeabili, la situazione di chiusura geografica, fatto sta che le band dell’Oceania trovano sempre il modo di cercare il proprio quid artistico dentro di sé, entro i propri confini, piuttosto che fuori guardando alle tante compagini più celebri e famose del Vecchio e Nuovo Continente. Fatte queste premesse, vorremo presentarvi un esempio lampante di questo unico scenario heavy-espressivo, ovvero i post-black metaller australiani Encricling Sea, che con questo “A Forgotten Land” (evocativo di questa peculiarità geografica fin nel titolo!) giungono al rispettabilissimo traguardo del terzo full-length album. La proposta dei Nostri appare subito familiare grazie alla sapiente commistione di black metal, doom metal, crust punk e post-rock che ha fatto la fortuna di Wolves In The Throne Room, Deafheaven e Altar Of Plagues, tre band cui i Nostri assomigliano sotto molteplici punti di vista. Le canzoni della band di Melbourne sono infatti vaste, oscure, estremamente atmosferiche e permeate da una visceralità di fondo immanente. Il black metal dei Nostri è tremendamente introspettivo, dal taglio quasi intellettuale, sfrutta ottimamente la componente minimale e ambient per creare paesaggi sonori profondamente riflessivi e introversi per poi deflagrare in bordate raggelanti di finissimo black metal evoluto coadiuvato da una percettibilissima vena doom e hardcore. Come prevedibile, dunque, le canzoni sono vaste, e dentro di esse si può facilmente assistere a momenti di quiete dettati da una spiccatissima sensibilità post-rock come a momenti di inquietante rabbia black metal. Nulla di trascendentale o innovativo dunque, se non fosse che in tutto questo frastornante marasma di black metal e post-rock c’è sempre di mezzo quel quid esotico, quell’innominabile e difficilmente inquadrabile “spunto” in più che questa band possiede per via, probabilmente, delle sue remote ed esotiche origini. I Nostri hanno indubbiamente preso in prestito la maggior parte del loro sound altrove, ma lo hanno poi personalizzato con tratti stilistici unici che sembrano essere tipici del luogo distante e incontaminato da cui provengono. Si prendano come esempio le voci pulite e baritonali che fanno capolino di tanto in tanto, l’uso darkwaveiano dei sample e dei soundscape, o il taglio space-rock delle chitarre: tutti elementi, questi, quasi impercettibili ma che, lavorando tutti insieme, in maniera altamente sinergica, riescono a mettere il sound dei Nostri su un piano tutto loro, pur senza tradire la scena di cui in fin dei conti fanno parte. Un graditissimo ascolto che consigliamo caldamente a tutti gli amanti del genere e delle band sopra menzionate.

TRACKLIST

  1. Yearn
  2. Transcend
  3. Become
  4. Return
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