END OF A SEASON – End of a Season

Pubblicato il 29/10/2013 da
voto
7.5
  • Band: END OF A SEASON
  • Durata: 00:32:33
  • Disponibile dal: 01/10/2013
  • Etichetta:
  • Distributore:

L’Italia che non ti aspetti, quella che scalpita e trasuda rabbia e bile velenosa da ogni poro. Non la solita Italia “follower”, quella dei tanti imitatori arrivati sempre con quel secondo di ritardo rispetto ai veri innovatori (situati sempre e perennemente all’estero) che li condanna all’anonimato totale, ma l’Italia rarissima dei leader, di quelle band che sono ben più che un precedente. Su queste coordinate si inserisce il debutto dilaniante degli End of a Season, band di Reggio Emilia che ha licenziato un primo lavoro autoprodotto assolutamente squassante che ha il sapore di una vera coltellata in faccia. Non è che i Nostri abbiano rivoluzionato alcunché o inventato nulla di nuovo, badate bene, ma hanno ottenuto un risultato altrettanto raro: hanno cioè dato vita ad un lavoro che trasuda personalità da ogni poro possibile e che non deve essere visto tramite alcuna lente o filtrato tramite alcuna scena o stile. Questa musica è loro e loro soltanto, e cammina perfettamente sulle proprie gambe senza dover passare tramite alcuna approvazione di sorta. In realtà il discorso stilistico dei Nostri è anche alquanto basilare, parliamo infatti di un metalcore oscuro e tenebroso dalle forti tinte math-rock e noise rock. Se fossimo agli inizi degli anni Duemila potemmo giurare sulle teste dei nostri genitori di trovarci di fronte ad un lavoro licenziato da una band post-hardocre della East Coast e pubblicato dalla prima immensa Hydra Head. Sono facilissimi infatti i paragoni che si possono fare tra gli End of a Season e i primi Cave In, i Converge, i Drowningman, gli Harkonen, i Daughters, i Cable e ovviamente i grandissimi Botch. Parliamo di un hardcore feroce e sanguinario ma pieno di passionalità, di introspezione e di introversione. Di un hardcore che non ha paura di flirtare con il metal e i post-punk e che se ne frega della propria purezza ma che vuole solamente esprimersi e scalpitare in un urlo liberatorio. Ecco, dunque, che le strutture di queste canzoni si mostrano immediatamente con una grande magniloquenza e senza mai essere prive di una complessità tecnica e di esecuzione aliena al punk ma di ben altre origini, derivante dal metal più angolare (Voivod e Celtic Frost in primis), dal noise rock e dal prog più straziante e feroce. Il taglio altamente introspettivo e torturato della musica dei Nostri veicola ben altra rabbia rispetto al solito hardcore, una rabbia cieca e suppurante proveniente da dal peggiore degli inferni, il quale spesso non è l’ambiente circostante ed esterno alla persona, ma la persona stessa, le sue viscere, la sua anima. E la musica degli End of a Season è del tutto impregnata di questa innominabile sofferenza, espressa in maniera tragica e sofferente tramite la delivery vocale sanguinante della tremenda vocalist Marcella, la quale è stata in grado di trasmettere a tutto il lavoro una rabbia e una disperazione non quantificabili. E mentre il debutto di questa grandissima band italiana volge al termine lasciandosi alle spalle una scia di morte e distruzione, attorno a noi restano solo rovine e cenere e si fa nitidissima nella nostra mente l’immagine di una band immensa al quale tutto inevitabilmente rimanda, ovvero gli Starkwather di Rennie Resmini e del suo inferno urbano combattuto da due decenni con il cuore sanguinante e ancora pulsante in mano. Anche l’Italia ha ora i suoi paladini dell’oscurità nel mondo dell’hardcore più tenebroso e dannato, e il loro nome è End of a Season.

TRACKLIST

  1. L'iceberg
  2. L'insonnia dell'uomo timoratolena
  3. Loro sorridono
  4. As me a child
  5. Resta
  6. Miraggio
  7. Approdo
2 commenti
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