END OF GREEN – Last Night On Earth

Pubblicato il 05/07/2003 da
voto
6.0
  • Band: END OF GREEN
  • Durata: 00:49:48
  • Disponibile dal: 26/05/2003
  • Etichetta:
  • Silverdust Records
  • Distributore: Audioglobe

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Tornano alla carica, con il loro 4° full-length album, i teutonici End Of Green, combo che, nonostante una carriera tutto sommato decente, non è ancora riuscito (e suppongo non riuscirà) a conquistare larghe fette di pubblico, così come vorrebbe. Eppure, nel lontano 1996, quando uscì il loro esordio “Infinity”, erano state gettate ottime basi, dato che quel lavoro prese forma in un interessante ibrido tra i Metallica più riflessivi e i Paradise Lost (Icon-era) meno gotici, tanto che gli allora giovanissimi tedeschi avevano coniato per la propria musica il termine “depressed subcore”. In seguito si sono perdute le tracce della band in questione, anche per problemi dovuti a vari cambi di etichetta che compromisero la riuscita delle mosse successive all’album di debutto, relegando gli End Of Green in un baratro d’anonimato. E ora? Finalmente, grazie alla Silverdust, la distribuzione sembra essere più capillare ed eccoci pronti a recensire questo “Last Night On Earth”…già, peccato che il disco sia piuttosto deludente! Tanto, troppo semplice nella sua freschezza era quell’”Infinity” quanto poco ispirato e senza mordente è il nuovo lavoro. La band è maturata, come del resto è ovvio, sia tecnicamente sia a livello di complessità di composizione, purtroppo però le canzoni non fanno assolutamente breccia e non invogliano minimamente ad un secondo ascolto di fila. Pezzi che vanno a pescare un po’ a destra e un po’ a manca, ispirandosi a varie correnti del metallo oscuro, vedi Type O Negative (“Demons”), Paradise Lost più recenti (“Melanchoholic”) e compagnia glam-dark assortita (“Highway 69”). Una produzione sì pulita, ma talmente grungizzata in certe parti, non aiuta “Last Night On Earth” a decollare: sembra di sentire i Soundgarden che suonano dark! E poi, la presenza di due brani realmente sfiancanti, entrambi oltre i 9 minuti di durata, che sono davvero ostici da digerire, monotoni, esageratamente diluiti e prolungati solo per il gusto di far agonizzare l’ascoltatore; e se “Queen Of My Dreams” ha almeno un buon ritornello, “Emptiness/Lost Control” è di una indigeribilità estrema. Per fortuna, vengono in soccorso due piccole perle che permettono alla band di tirare su la testa dalla sabbia: la prima “Evergreen”, con un bel riffone praticamente in stile Deftones (ce n’erano anche sul debut-album, quindi non parlerei di plagio), e l’ottima “Tragedy Insane”, un punk-gothic dalle melodie azzeccate e trascinanti. La tecnica del gruppo è buona, e la voce di Mike Huburn è varia ed accettabile, quindi il problema di questo album non è nell’esecuzione, bensì nell’ispirazione, davvero carente e a bassi livelli. Il prodotto “Last Night On Earth” potrebbe comunque piacere ai divoratori di gothic-dark melodico e depresso; per chi vuole qualcosa di più profondo e ricercato, meglio passare oltre. Peccato, speriamo possano rifarsi presto…

TRACKLIST

  1. Evergreen
  2. Tormented Sundown
  3. Demons
  4. Dying In Moments
  5. Queen Of My Dreams
  6. Tragedy Insane
  7. Highway 69
  8. Melanchoholic
  9. Emptiness / Lost Control
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