ENDEVERAFTER – Kiss Or Kill

Pubblicato il 24/02/2009 da
voto
7.5
  • Band: ENDEVERAFTER
  • Durata: 00:46:15
  • Disponibile dal: 10/11/2008
  • Etichetta: Powerage Records
  • Distributore: Audioglobe

L’importanza di trovarsi nel posto giusto al momento giusto è da sempre un fattore determinante per il successo musicale, quante band lungimiranti hanno avuto carriere infelici per il solo fatto di aver sfornato dischi in un momento poco propizio? E quante altre invece non così innovative hanno avuto la fortuna di comporre anche solo un disco nel momento di esplosione di un genere garantendosi un successo più o meno duraturo? Questa breve premessa condita dai due interrogativi finali la facciamo per introdurre gli Endeverafter, band statunitense che non inventa nulla di nuovo rifacendosi agli schemi compositivi di Motley Crue e Poison, grazie ad un hard rock spumeggiante in cui trovano posto con frequenza twin guitar di stampo classic (Maiden rules), ma anche una serie di soluzioni “moderne” inclini alla scena alternative e nu rock, leggasi una produzione sostanziosa, qualche scream qua e là ed alcune ritmiche metalliche. Il quartetto di Sacramento, California, come anticipato non punta affatto sull’originalità della proposta, bensì su una serie di pezzi ben congegnati dove ritornelli corali, canticchiabili da chiunque dopo pochi ascolti, contendono lo scettro ad una serie di riff ficcanti o ad assoli dal gusto armonico notevole. “I Wanna Be Your Man” e “Baby, Baby, Baby”, per intenderci, possiedono il giusto appeal per sfondare nelle classifiche, la successiva “Gotta Get Out” riporta in auge il concetto di hair metal descritto dai Poison, e che dire poi di un pezzo indemoniato come “Poison”, in grado di racchiudere in poco più di quattro minuti ritmiche heavy, un refrain da stadio e un assolo neoclassico che non t’aspetti? Semplicemente perfetto. Peccato che dopo il lentone “Next Best Thing” gli Endeverafter tirino un po’ il fiato con alcuni brani solo discreti, anche perché il finale è ancora di livello con il rock zuccheroso à la The Darkness di “All Night”, i modernismi emo-positive-alternative riscontrati in “Slave” e “From Ashes Of Sin” nonché le delicate melodie notturne che piacciono tanto ai romanticoni dell’acustica “Long Way Home”. L’immagine da rocker stradaioli, una serie di pezzi che spaccano e un periodo in cui grandi classici (AC/DC, Motley Crue), sono tornati alla grande e le nuove leve (Avenged Sevenfold) impazzano, i presupposti per il botto ci sono tutti.

TRACKLIST

  1. I Wanna Be Your Man
  2. Baby Baby Baby
  3. Gotta Get Out
  4. Poison
  5. Next Best Thing
  6. Tip of My Tongue
  7. Road to Destruction
  8. All Night
  9. Slave
  10. From the Ashes of Sin
  11. Long Way Home
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