6.0
- Band: ENDSTILLE
- Durata: 00:34:49
- Disponibile dal: 01/01/2004
- Etichetta:
- Twilight
- Distributore: Masterpiece
La band nasce all’alba del volgere del nostro millennio, e ha partorito tre dischetti tutti molto diretti, tra cui quest’ultimo che, a detta della Twilight che l’ha prodotto, sembra vomitato fuori direttamente da una scarica di piombo di un MG42. Il genere è quello che va molto di moda ultimamente, cioè quel black metal di chiara natura aggressiva definito ‘war black metal’. Cosa aspettarci? Ovviamente contraeree, obici, mortai, cannoni, carri armati, fiumi di pallottole, maschere antigas e tanta voglia di morte: lo scenario squallido e devastante di una guerra totale, insomma. Fin qui nulla di nuovo, dunque. Analizzando ulteriormente questo cd non è che si riesca poi a scovare qualcosa di originale, perché gli Endstille vogliono mitragliare musicalmente l’ascoltatore con la loro musica sparatissima, fredda, esplosiva. “Panzer Division Marduk” (dei Marduk) sembra aver davvero lasciato una via mortifera da seguire per molte giovani band, che seguono i dettami di quelli che sembrano i loro ‘maestri’. C’è poco da dire, questo è un genere che si digerisce o che ammazza, non ci sono vie di mezzo. Il cd è sufficiente nella musica come nelle intenzioni della band che si limita a seguire fedelmente, come un bravo soldato, le direttive superiori. Tanta fedeltà agli schemi può andar bene, ma la fantasia finisce inevitabilmente sotto i cingoli… Quando gli Endstille rallentano i risultati brillano ancor meno perché la band diventa inespressiva e monotona oltremodo. meglio le parti al fulmicotone estremizzate dal buon cantato. Il nichilismo regna sovrano, basti dare un’occhiata ai nick dei membri della band: Cruor (‘sangue coagulato’ in latino o qualcosa di simile), ma soprattutto Mayhemic Destructor, probabile batterista. Avete capito con chi avete a che fare? Ah, dimenticavo: lo strumento suonato da Cruor è ‘bombenhagel’… be’, forse è meglio riderne che piangere. A parte i bombardamenti a tappeto (di lodi) sperati dagli Endstille per la campagna militare del loro nuovo cd, bisogna dire che si tratta di una band appena sufficiente, di altri buoni discepoli capaci solo di inflazionare la scena. Peccato, perché la titletrack prometteva molto molto bene. Alla prossima battaglia.
