6.5
- Band: ENGULFED
- Durata: 00:48:32
- Disponibile dal: 15/02/2017
- Etichetta:
- Hellthrasher Prod.
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Gli Engulfed devono avere valutato con attenzione questa loro prima prova sulla lunga distanza. “Engulfed in Obscurity” arriva infatti a ben tre anni di distanza dall’EP di debutto “Through the Eternal Damnation”, presentandoci una band dalle idee chiare, che ha evidentemente deciso di consolidare il più possibile quanto espresso nel lavoro uscito nel 2014. Difatti, non riscontriamo enormi differenze stilistiche rispetto a quanto offerto in precedenza: “Engulfed…” è un altro concentrato di death metal belluino, sovente arricchito da venature doom e black metal. Rispetto alla fatica precedente, si nota per lo più un generale ispessimento dei toni e un conseguente allungamento della durata delle singole canzoni. Il gruppo ha provato a ritagliare uno spazio per l’atmosfera in ogni brano, evitando di andare sempre a mille. In effetti, quasi cinquanta minuti di blastbeat sarebbero risultati indigesti anche davanti a dei veri e propri maestri del riff. Gli Engulfed in questo caso provano a puntare sull’epicità, rallentando qua e là in cerca di quel guizzo solenne capace di rendere il pezzo anthemico e imponente. In questo senso il primo punto di riferimento sembrano essere i Dead Congregation, ma va comunque sottolineato come i Nostri per ora non siano in grado di vantare la stessa capacità di sintesi e la stessa efficacia dei colossi greci; in un paio di circostanze, le trame più marziali paiono soprattutto allungare il brodo senza grandissima ingegno piuttosto che caratterizzare il brano o rilanciare al meglio gli uptempo. Il songwriting risulta insomma competente, ma potrebbe tutto sommato essere ancora più fluido, soprattutto se si pensa a cosa i suddetti Dead Congregation sono riusciti a raggiungere nel loro magnifico ultimo EP “Sombre Doom”. I ragazzi turchi hanno ancora margini di miglioramento e c’è da sperare che il loro futuro materiale prenda le mosse da episodi notevoli come la title track del disco o da “Inseminated With Demon Seed” (quest’ultima ripescata dall’esordio e sempre in grado di fare un’ottima figura). Nel frattempo, che i più voraci appassionati del genere prendano nota.
