7.0
- Band: ENGULFED
- Durata: 00:24:44
- Disponibile dal: 07/12/2020
- Etichetta:
- Me Saco Un Ojo Records
Mustafa Gürcalioğlu, vero e proprio stacanovista e personaggio di spicco del panorama death metal turco, torna con un’altra delle sue band a qualche mese dalla pubblicazione di “Mass Extinction of the Providential Ones”, ultima fatica dei Decaying Purity. Leader di questi ultimi, degli Hyperdontia e dei Diabolizer (oltre a essere stato chitarrista della prima incarnazione dei Burial Invocation), il poliedrico Gürcalioğlu ha negli Engulfed la sua valvola di sfogo per quanto riguarda certo death metal tenebroso e atmosferico, simile per indole a quanto confezionato dai suddetti Burial Invocation o da realtà più affermate come i Dead Congregation. Il debut album del gruppo, “Engulfed in Obscurity” (2017), si era in verità rivelato un filo prolisso e altalenante, ma il formato EP dà modo alla band di non disperdere le energie e di concentrare la propria ispirazione in poche avvincenti composizioni. Il nuovo “Vengeance of the Fallen” si dimostra infatti una prova molto convincente, ben giocata su un continuo alternarsi di registri battaglieri e mood luttuosi, con una sezione ritmica ora sobria e martellante, ora modulata su toni sulfurei, a fare da sfondo a interessanti iniziative della sei corde, la quale a tratti non si tira indietro dall’esprimersi tramite forme e sventagliate melodiche in odore di black metal. A differenza di alcuni colleghi che tendono un po’ a esagerare nell’esplorazione di profondità abissali o in un ossessivo pulsare infernale, gli Engulfed mantengono dunque un discreto equilibrio e un brio piuttosto peculiare, non disdegnando passaggi armonici e un velo di genuina epicità anche nei momenti più intensi, quasi a volere rimarcare certe radici mediorientali.
Con quattro pezzi per quasi venticinque minuti di durata, “Vengeance of the Fallen” è tutto fuorché un’esperienza fugace: oltre a ripresentarci il nome Engulfed, l’EP ci mette davanti un death metal ben interpretato, non mancando di sottolineare importanti slanci individuali, di ribaltare prospettive e di introdurre alcuni nuovi elementi nel sound del terzetto turco. È lecito aspettarsi un ragguardevole secondo full-length, se queste sono le premesse.
