ENSANGUINATE – Death Saturnalia

Pubblicato il 27/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: ENSANGUINATE
  • Durata: 00:42:04
  • Disponibile dal: 06/02/2026
  • Etichetta:
  • Soulseller Records

C’è qualcosa di inevitabile, quasi ciclico, nell’evoluzione intrapresa dagli Ensanguinate con “Death Saturnalia”. Dopo un capitolo come “Eldritch Anatomy”, che a tratti già lasciava intravedere una voglia di allargare il campo oltre l’urgenza black-death metal più immediata, il quartetto sloveno sceglie ora di insistere su alcune di quelle aperture, rendendole in certi episodi il fulcro del proprio linguaggio. Le fondamenta restano saldamente ancorate a un immaginario swedish black-death metal, ma l’approccio a tratti si fa più disteso, meno frontale, incline a un’epicità vaga e strisciante che si sviluppa pure attraverso midtempo carichi di tensione, anziché tramite l’assalto continuo.

Questo nuovo lavoro, insomma, elabora e rifinisce quel concetto guardando apertamente a una schiera di band che, circa una decina d’anni fa, ha contribuito a ridefinire alcuni dei confini espressivi del genere: Tribulation, Chapel Of Disease, Ketzer, Venenum, Slaegt… i nomi sono ormai tanti. Il taglio resta dichiaratamente mefistofelico, ma qua e là viene arricchito da un uso più marcato dell’atmosfera, da inserti che sfiorano velleità progressive e da occasionali, vaghe, suggestioni seventies, il tutto avvolto in una produzione dal sapore vintage che privilegia calore e profondità rispetto alla compressione di certo estremismo di oggi.

È vero, si tratta di un tipo di evoluzione ormai familiare, quasi un cliché, anche perché molte delle formazioni citate non occupano più il centro della scena o hanno nel frattempo cambiato ulteriormente pelle. Nonostante ciò, gli Ensanguinate dimostrano di saper maneggiare questa grammatica con una certa perizia, soprattutto quando la scrittura si fa più articolata. Brani come “On Wings of Bone”, “Savage Hunger Far Beyond” o “Gloaming” rappresentano i momenti più riusciti del disco: qui bordate dal sapore watainiano convivono con passaggi più sibillini e ambigui, seguendo formule che hanno già dimostrato la loro efficacia negli anni recenti.

Che il quartetto scelga di muoversi lungo queste coordinate non sorprende né disturba più di tanto: il death-black di questo tipo, se suonato con criterio, resta una forma espressiva coinvolgente, capace di bilanciare impatto e suggestione. Tuttavia, quando i riff non riescono a imporsi con grande personalità, affiora una sensazione di déjà-vu difficile da ignorare, come se “Death Saturnalia”, pur animato da buone intenzioni, arrivasse con un certo ritardo su un discorso già ampiamente esplorato.

Nel complesso, però, l’ascolto scorre senza particolari cedimenti: il disco è compatto, coerente, e trasmette una notevole cura per ogni aspetto del suo confezionamento. Viene spontaneo pensare che molti di questi brani possano trovare una resa ancora più efficace in sede live, come spesso accade per altre formazioni affini – dai Cloak ai ‘nostri’ Hierophant – per le quali l’impatto fisico completa ed eleva quanto costruito in studio. “Death Saturnalia” si rivela quindi un lavoro solido e consigliato a chi segue con interesse questo specifico filone del metal estremo, senza aspettarsi rivoluzioni, ma apprezzando una proposta ben eseguita e consapevole dei propri mezzi.

TRACKLIST

  1. Lámia
  2. Angel of a Thousand Poisons
  3. On Wings of Bone
  4. Rooted in Accursed Ground
  5. Savage Hunger Far Beyond
  6. Gloaming
  7. The Whip and the Pendulum
  8. Daughter to Cain
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