6.5
- Band: ENSOPH
- Durata: 00:47:14
- Disponibile dal: 26/04/2004
- Etichetta:
- Cruz Del Sur Music
- Distributore: Audioglobe
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Giunti al secondo full-length, dopo l’esordio su Beyond Prod. datato 2001, i veneti Ensoph scelgono la Cruz del Sur Music come partner per la pubblicazione di questo nuovo “Opus Dementiae”, lavoro che porta la band a perdere quasi del tutto le reminiscenze prog presenti in “The Bleeding Womb Of Ananke” per abbracciare influenze industriali ed elettroniche. Il risultato è un album sicuramente difficile, vicino per certi versi ai Kovenant meno magniloquenti (dai quali i nostri mutuano, in parte, anche l’immaginario estetico) ed affine, se non altro per attitudine, ai sottovalutati Ram-Zet; proliferano, dunque, le soluzioni synth-oriented, quasi sempre convincenti, mentre a legare la band con il proprio passato rimangono alcuni arrangiamenti di flauto piuttosto pleonastici. Dieci i brani che compongono “Opus Dementiae”, lavoro, come si è detto, interessante ma forse troppo complesso, spesso limitato da arrangiamenti poco accattivanti e avaro di refrain davvero memorabili (fanno eccezione le belle “Sophia’s Fall” e “Sun Of The Liar”). Discreta ma eccessivamente sopra le righe la prova del cantante, che gigioneggia quando sarebbe il momento di connotare i brani in modo deciso, mentre risultano davvero inappuntabili le prestazioni degli strumentisti. Chiude “Opus Dementiae” un buon remix di “Sophia’s Fall” ad opera del buon Bruno Kramm (che, per inciso, metterebbe una cassa dritta anche sotto Albinoni), che stravolge il brano originale trasformandolo in un martellante assalto synth-pop-EBM. Un album da non sottovalutare, dunque, che avrebbe trovato i pieni favori di chi scrive se graziato da arrangiamenti più vari e dinamici. Non c’è male, ma preferiamo “The Bleeding Womb Of Ananke”.
