ENTHRAL – Subterranean Movement

Pubblicato il 26/06/2003 da
voto
5.5
  • Band: ENTHRAL
  • Durata: 00:47:34
  • Disponibile dal: 28/06/2003
  • Etichetta: Displeased
  • Distributore:

Prima o poi bisognava pur prendere un capro espiatorio, ed i norvegesi Enthral sembrano adatti al ruolo della vittima di turno. Provate per un momento a fare mente locale su quante (troppe purtroppo) band conoscete e che avete visto cambiare il proprio stile musicale a seconda del trend del momento. Si può dar per scontato il nascere di simili band in paesi in cui il black metal è di esportazione, più triste poi è vedere il proliferare di opportunisti nella terra principe del black metal, la Norvegia, ovviamente. Gli Enthral hanno iniziato la loro carriera con un demo partorito nel 1996 e con questo “Subterranean Movement” sono giunti alla terza uscita discografica su lunga distanza. Il nome del gruppo ha iniziato a circolare più per il fatto che alle tastiere c’è Stian Aarstad (il tastierista geniale del primo periodo dei Dimmu Borgir) che per meriti effettivi. ‘Ovviamente’, finché il black metal sinfonico impazzava ovunque, i bravi Enthral seguivano ciecamente quel filone, ora invece che fare? Gli Enthral hanno optato per ‘copiare’ quel filone black metal che imperversa oggigiorno e che vede nei Satyricon (nuova era) e in altri gruppi della cricca della Moonfog (tipo i Khold) gli esponenti di massimo livello. Il tempo purtroppo smaschera tante cose, spesso smaschera la vera natura di tanti gruppi. Si può capire benissimo che un gruppo cambi naturalmente il proprio stile, ma si sente subito la puzza di bruciato in quelle band che cercano sempre di accodarsi agli apripista. Altro caso emblematico norvegese sono i Mactatus, ma almeno loro sono stati capaci di dare alla luce due buonissimi album (i primi due), cosa che gli Enthral devo ancora fare, per la verità. In questo album, che chiaramente vede le tastiere utilizzate in maniera minimale e non in modo sinfonico, non si può nemmeno ascoltare l’estro di Stian Aarstad, relegato ad un lavoro oscuro e, in ultima analisi, suprefluo per l’economia del cd. L’opener “Earth Left Behind” almeno è un ‘falso’ eseguito alla perfezione, e la canzone è gelida e violenta; purtroppo gli Enthral non sono eccelsi nel copiare (e questa è la loro pecca più grave) e sfornano un cd di qualità medio bassa, con soltanto qualche passaggio degno di nota. Parti di chitarra interessanti li troviamo soltanto in “Our Justice Be Done” e nella conclusiva “Charge Of The I”, un po’ troppo poco per raggiungere la sufficienza. Il prodotto non è malvagio, è più il lato ‘attitudinale’ della band a lasciare perplessi. Il discorso alla fine è sempre quello: la scena (black metal in questo caso, ma il discorso vale per tutti i generi) fa volentieri a meno di queste band che non portano nessun contributo se non quello di abbassare il livello qualitativo di un intero genere. Forse anche a causa di suddette band il black metal è tornato ad essere un fenomeno underground: in troppi ci hanno mangiato su. Se volete a tutti i costi ascoltare le uscite black metal norvegesi, gli Enthral non vi faranno comunque gridare al miracolo. I soliti camaleonti.

TRACKLIST

  1. Earth Left Behind
  2. Death Immaculate
  3. Inject Hate
  4. Subterranean Movement
  5. Our Justice Be Done
  6. To The Bone
  7. Slaves Of One Tongue
  8. Charge Of The I
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