ENTHRONED – Sovereigns

Pubblicato il 08/04/2014 da
voto
7.5
  • Band: ENTHRONED
  • Durata: 00:40:23
  • Disponibile dal: 15/04/2014
  • Etichetta: Agonia Records
  • Distributore: Masterpiece

Complimenti doppi ai belgi Enthroned! Complimenti per aver tagliato il traguardo non facile dei dieci full length album registrati in studio e complimenti per averlo fatto nei migliori dei modi, con una delle migliori release della carriera. Il gruppo guidato da Nornagest parte subito a mille con l’opener “Sine Qua Non”: già dal gelido riff iniziale si capisce che ci si appresta ad una violenza sonora non da poco. Il brano vuole dire a tutti che questi sono forse gli Enthroned più estremi di sempre. L’opener però non è il miglior brano dell’album, di certo è uno dei più diretti e violenti, ma forse la scelta poteva ricadere su un’altra canzone per aprire le danze di questo decimo studio album. Poco importa, già con la successiva “Of Fathers And Flames” si capisce che stavolta siamo davanti ad un grande album black metal, incredibilmente violento e con grande personalità. Ma non tutto è brutale e fine a se stesso, ci sono anche momenti lenti e pesanti come su “Lamp Of Invisible Lights”: si tratta di una composizione assai interessante dalla struttura spezzettata, smembrata e particolare, ma fatta con intelligenza perché rompe un minimo i soliti schemi; non manca un ottimo riff portante di chitarra e gli stacchi vengono fatti al punto giusto. Qui c’è spazio persino per una parte arpeggiata di chitarra e la scelta non potrebbe essere migliore perché crea tensione, prima dell’esplosione controllata finale che somiglia tanto un rituale sinistro governato da energie negative. “Of Shrines And Sovereigns” inizia subito al fulmicotone, ma la voce di Nornagest mostra qui forse tutti i suoi limiti: non per mancanze particolari, ma perché con un sound sempre più oscuro e satanico la musica avrebbe bisogno di uno screaming più bestiale o più gutturale e profondo. Invece quella di Nornagest è un’ottima voce ‘sporca’ più adatta per un gruppo thrash metal o black/thrash al massimo, ma gli Enthroned abbiano abbandonato progressivamente (assieme alla dipartita di Lord Sabathan) le influenze thrash del proprio trademark. Non a caso per farla rendere al massimo la voce è stata caricata di effetti e talvolta sovraincisa più volte per aumentarne lo spessore. Ma alla fine l’economia dell’album non viene assolutamente intaccata da questo particolare, considerando anche che la voce di Nornagest a moltissimi fan degli Enthroned piace. Complessivamente bisogna sottolineare che la produzione è superlativa ma, a parte la qualità dei suoni, stavolta è stato indovinato davvero tutto, soprattutto il sound cupo e torbido da dare ai brani di “Sovereigns”, senza togliere freddezza e violenza ai suoni utilizzati dagli Enthroned. Un ottimo lavoro è stato fatto anche per il basso, le cui note sembrano delle scudisciate dolorose. “The Edge Of Agony” ha un inizio devastante, è il manifesto della cattiveria di questa nuovo album, con un rallentamento da brividi grazie anche ad un indovinatissimo riff di chitarra, per fortuna uno dei tanti ispirati di questo album. Se i ruoli di secondo chitarrista e di batterista (nell’ultimo caso dopo la scomparsa di Cernunnos – R.I.P. 1997) sono sempre stati un problema per la formazione degli Enthroned e sono sempre stati soggetti ad una più o meno costante rotazione, dobbiamo riconoscere che le due new entry si sono comportate davvero bene: sia Menthor alla batteria, che ZarZax alla chitarra. “The Edge Of Agony” è una delle migliori canzoni dell’intero lotto. “Divine Coagulation” è la declamazione delle tenebre che qui continua imperterrita e trasuda violenza da tutte le note. L’intensità va di pari passo con i ritmi serrati ed asfissianti che non mollano un istante; il passaggio cadenzato in cui la batteria picchia giù duro è da invocazione demoniaca e alla fine l’attacco con l’assolo di chitarra è una scelta tanto ovvia quanto azzeccata. Questo è senza dubbio un altro di quei brani che eleva il livello qualitativo di “Sovereigns”. La parte conclusiva continua sulla scia già impostata dagli Enthroned sin dall’inizio e non delude né cala in aggressività. La forza degli Enthroned in passato è sempre stata quella di saper suonare black metal veloce e potente, sostenuto magari da qualche influenza thrash mirata ad incrementarne l’effetto esplosivo. Ora gli Enthroned hanno trovato la loro definitiva posizione all’Inferno sapendo calibrare tutti gli elementi del proprio sound, riuscendo ad introdurre atmosfere ancor più diaboliche ed opprimenti in una musica che nasce spontaneamente dalle fiamme più torbide degli inferi. Da non perdere!

TRACKLIST

  1. Anteloquium
  2. Sine Qua Non
  3. Of Fathers And Flames
  4. Lamp Of Invisible Lights
  5. Of Shrines And Sovereigns
  6. The Edge Of Agony
  7. Divine Coagulation
  8. Baal al-Maut
  9. Nerxiarxin Mahathallah
2 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.