7.0
- Band: ENTRAILS
- Durata: 00:45:11
- Disponibile dal: 13/05/2013
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
Gli Entrails passano alla potente Metal Blade, ma non cambiano di una virgola il loro approccio alla musica e al songwriting. La death metal band svedese, in cui oggi militano due terzi dei noti grinder Birdflesh, si ripresenta infatti con dieci nuovi brani-omaggi alla tradizione di questo genere musicale e – perchè no? – alla propria personalissima adolescenza, offrendo un più che logico successore dei due album pubblicati per la piccola F.D.A. Rekotz. “Raging Death” è basato sugli stessi ingredienti dei lavori precedenti e, probabilmente già solo per questo motivo, rappresenterà un successo per molti di coloro che hanno apprezzato gli esordi del gruppo. Dal canto nostro, però, questa volta ci sentiamo di segnalare un leggero appannamento nella formula compositiva, che si è tradotto in alcune tracce prolisse e in altre parentesi un po’ troppo manieristiche, nelle quali il quartetto sembra davvero limitarsi a rigirare e cambiare lievemente qualche riff del repertorio dei soliti Entombed, Dismember e Grave per poi farlo proprio. Invece, troviamo sempre ammirevole la capacità dei Nostri di scrivere dei pezzi che sanno essere heavy ed orecchiabili allo stesso tempo, prendendo magari qualcosina dall’attitudine dei Grave di “Soulless”. In questo nuovo album, le “hit” immediatamente contagiose si chiamano “Cadaverous Stench”, “Chained And Dragged” e, soprattutto, “Bloodhammer”, che è sicuramente il brano principe della tracklist, nonchè uno dei picchi dell’intera carriera degli Entrails… ci stupiremmo nel caso non venisse suonata nei prossimi concerti! Grazie a queste e ad altre tracce di buona fattura, il disco scorre e, detto di una produzione nuovamente azzeccata, si può infine dire che la band abbia anche qui raggiunto risultati piacevoli, pur con qualche rischio di monotonia che qua e là affiora. Probabilmente, lo scopo degli Entrails era soltanto quello di offrire un nuovo competente esempio di swedish death metal vecchia scuola, senza badare troppo ai dettagli o strafare più di tanto. La concorrenza in questo genere al momento è estremamente agguerrita, ma non è detto che non abbiano ragione loro… almeno un po’!
